Trump, si apre oggi al Senato ultima fase impeachment

21 gen 2020

Nuovo anno nuove conclusivo capitolo per l'impeachment, dopo la messa in stato d'accusa del Presidente, approvata lo scorso dicembre dalla Camera dei Rappresentanti a maggioranza democratica il procedimento si apre oggi al Senato, in quello che viene definito un vero e proprio processo con i senatori che saranno giuria e giudici sull'operato di Donald Trump. Due le accuse principali: ostruzione al lavoro del Congresso e abuso di potere. Secondo la Camera Trump avrebbe, dunque, fatto pressioni sul Presidente Zelens'kyj affinché Kiev aprisse un'indagine sul figlio dell'ex vicepresidente Joe Biden, suo avversario politico e possibile candidato democratico alle presidenziali del prossimo novembre. Ma i legali del Presidente americano, fra cui spiccano nomi come Ken Starr, ex procuratore speciale ai tempi dell'impeachment contro Bill Clinton, conteranno a smontare dalle fondamenta queste accuse, sostenendo che l'abuso di potere non è un reato e dunque, anche se ci fosse stato, non costituirebbe un crimine tale da giustificare la rimozione del Presidente. Donald Trump non ha fatto nulla di male e la sua messa in stato d'accusa è una farsa e una pericolosa perversione della Costituzione, sostengono nelle oltre 100 pagine di memoria difensiva già presentate in Senato. Posizione totalmente opposta a quella dei democratici, che sottolineano come la Costituzione non preveda l'impeachment solo in caso di gravi crimini, ma anche nel caso di non meglio precisate infrazioni e chiedono che vengano ascoltate nuove testimonianze. I repubblicani invece sembrano determinati a stringere i tempi, forti della loro maggioranza in Senato che rende impossibile raggiungere i due terzi dei voti necessari per rimuove il Presidente dalle sue funzioni. Se le cose andranno realmente cosi Trump potrà affrontare l'anno di campagna elettorale puntando il dito contro i suoi avversari e sostenendo che hanno cercato di sconfiggerlo politicamente perché non ce l'hanno fatta e non ce la faranno alle urne, i Dem, d'altra parte, devono affrontare i loro problemi interni sulla leadership con il New York Times che ieri ha decretato il suo endorsement per le due candidate donne Amy Klobuchar ed Elizabeth Warren, entrambe indietro nei sondaggi e ha chiesto a quello che per il momento è il favorito, Joe Biden di fare invece un passo indietro.

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