Turchia-Francia, Erdogan: boicottare prodotti francesi

26 ott 2020

"Boicottate i prodotti francesi", Recep Tayyp Erdogan non ha mai brillato per diplomazia. Il presidente turco ha anzi fatto delle sue dichiarazioni un po' spicce una cifra stilistica. Ma questa volta ha probabilmente passato il segno, anche perché questa battuta seguiva quella non meno infelice con cui invitava il Presidente francese Macron a una visita psichiatrica. Immediate, come prevedibile, indignate le reazioni di Parigi e della diplomazia internazionale, soprattutto perché, come se non fosse bastato questo affondo Erdogan aveva anche paragonato la presunta islamofobia europea alle persecuzioni degli ebrei durante il nazismo, provocando anche in questo caso la replica sdegnata di Berlino. Tanta animosità ha origine nelle dichiarazioni di Emmanuel Macron contro l'Islam radicale nell'immediato della decapitazione del professore parigino, ucciso perché aveva mostrato le vignette su Maometto di Charlie Hebdo. Argomento scomodo e scivoloso perché la battaglia per la libertà di espressione in teoria, coinvolge tutti, ma in pratica vede molti distinguo e può sorprendere che la diplomazia si interroghi sui possibili limiti della satira, una riflessione in tal senso sarebbe perfino auspicabile se un sospetto non si nascondesse dietro tanta levate di scudi. La tensione tra Parigi, e Ankara infatti, pendere mosse ben prima del tragico omicidio parigino e ha radici molto profonde. Innanzitutto nel conflitto libico che vede le due Nazioni contrapposte Parigi a sostegno della Cirenaica di Haftar, Ankara sul versante opposto al fianco della Tripolitania, di Al Ser Rage, ad aggiungere benzina sul fuoco anche lo sconto sugli immensi giacimenti di gas nel Mediterraneo orientale, che ha visto la Grecia scontrarsi apertamente con la Turchia, ma con la francese Total, dietro le quinte, tanto che Macron ha deciso di rafforzare la presenza militare nell'area, mentre Erdogan, inviava una nave per l'esplorazione dei giacimenti sottomarini. Provocazioni contrapposte che hanno portato all'escalation attuale data la posta in palio non sembra plausibile che assisteremo a una de-escalation nell'immediato.

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