Sono in 30 di diverse nazionalità, si sono conosciuti sul binario 4 della stazione di Cracovia nei primi mesi di guerra quando milioni di ucraini hanno raggiunto la Polonia per scappare dal conflitto. Da quel binario hanno preso il nome Peron 4, si sono costituiti come fondazione Calina Kracov e da ormai quasi un anno, con altre piccole realtà, aiutano gli ucraini che ancora oggi superano il confine. Donne, bambini, anziani e invalidi transitano in questo stabile allestito al centro di prima accoglienza. Qui trovano sostegno, aiuto legale e la possibilità di cercare un lavoro, abiti e cibo ma soprattutto un posto dove poter stare prima di muoversi verso altre destinazioni. Un aiuto che portano anche al di là del confine a chi non può lasciare la propria casa, in particolare ci spiega Vera Dabradiubava, responsabile del centro, a chiederci aiuto dall'Ucraina sono le case di riposo e i ricoveri per gli invalidi, per loro è tutto più complicato, come lo è qui in Polonia per le donne ucraine incinte o con tanti figli, impossibilitate a lavorare e a trovare una stabilità. Anastasia è un medico di Kharkiv, ha dovuto lasciare la sua città dopo i primi bombardamenti per salvare la vita di sua figlia, attende ora di tornare a casa sua dove l'aspetta la madre che non vede da un anno. Nel centro incontriamo Andrey, volontario della prima ora, 24 anni ucraino cresciuto in Italia. Dopo un mese dall'inizio del conflitto ha deciso di dover fare qualcosa per il suo paese. "Siccome il militare non l'ho mai fatto, non ho mai avuto a che fare con delle armi ho deciso di aiutare qui con la roba umanitaria. È una sensazione, non si può descrivere. Ho incontrato una persona, una donna che è arrivata da me, ha detto. Il mio marito sta in guerra e non mi risponde più da un mese, la casa mia è stata distrutta, cosa devo fare?" L'eco di questa giornata storica, l'abbraccio tra il presidente statunitense Biden e Zelensky arrivata anche qui, è la conferma che il nostro paese non è solo. "Abbiamo un futuro che il futuro è insieme alla Nato, insieme all'Europa, insieme all'America." Almeno 800 mila i rifugiati ucraini rimasti in tutta l'area di Cracovia. Restano qui anche perché vicini al loro paese. Nella piazza principale della città ogni giorno si incontrano ucraini e polacchi che manifestano con bandiere e canti per non lasciar dimenticare cosa accade a poche centinaia di chilometri da qui.























