È la classica profezia che si autoavvera. Il pretesto inventato da Putin per invadere l'Ucraina, un inesistente allargamento a est della NATO che avrebbe posto un altrettanto inesistente rischio per la Russia, sta diventando realtà. La Finlandia, paese neutrale dal '48, ha annunciato che per garantire la propria sicurezza, ovvero evitare atti di guerra da parte di Mosca, chiederà di entrare nell'Alleanza Atlantica. Nel giro di pochi giorni dovrebbe fare lo stesso anche la Svezia, che non ha mai fatto parte di alcuna coalizione militare. Entrambi i Paesi però erano già partner NATO e sui loro 1500 km di confine con la Russia da anni sopportavano numerose scaramucce. Il loro ingresso è sponsorizzato da Germania, Francia e Stati Uniti. Il Segretario generale Stoltenberg ha promesso un percorso in discesa, che comunque potrebbe portar via anche un anno, motivo per il quale, nel frattempo, la Gran Bretagna ha garantito a entrambi la propria copertura militare a fronte di azioni ostili della Russia. La NATO è una alleanza difensiva, ha ricordato ancora una volta la Casa Bianca, e non c'è alcun intento offensivo nell'accogliere nuovi membri. Ma il Cremlino ha gioco facile nel propagandare un rischio per la propria sicurezza e minaccia conseguenze, tra cui pare, l'immediata sospensione della fornitura di gas a Helsinki. Mentre il vicepresidente del Consiglio di Sicurezza della Federazione Russa, Medvedev, torna ad agitare lo spettro di una guerra nucleare su larga scala, che sarebbe, dice, una catastrofe per tutti.























