Un massiccio attacco dell'esercito russo con razzi e droni iraniani Shahed. La notte scorsa in Ucraina è stata costellata da combattimenti dal cielo contro la città di Khmelnytskyi, proseguiti fino a questa mattina. Siamo in una regione occidentale del Paese, lontana dal Donbass, da Lugansk e Donetsk, dove da mesi si concentra l'attività bellica di Mosca. Kiev è riuscita ad abbattere 11 dei 14 droni russi ma numerosi edifici residenziali sono comunque stati colpiti, un civile è rimasto ucciso e altri quattro feriti. Un anno di guerra è trascorso e da Mosca torna di nuovo la minaccia nucleare. Secondo l'ex Presidente russo Dmitry Medvedev la continua fornitura di armi occidentali a Kiev rischia di provocare una catastrofe nucleare globale, l'apocalisse. Parole pesanti che di certo non aiutano Mosca davanti al Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite che si riunisce a Ginevra. Per il Segretario Generale del Palazzo di vetro l'invasione russa dell'Ucraina ha provocato le più gravi violazioni dei diritti umani della storia recente. Mentre sul campo resiste in modo strenuo, in casa il Presidente ucraino Zelensky deve gestire la questione corruzione. Dopo le sostituzioni nei mesi passati di varie figure del vertice militare, il leader ucraino ha licenziato il Capo delle forze congiunte attive nel Donbass, Eduard Moskalov, nominato solamente un anno fa. Intanto il 9 marzo ripartiranno i negoziati fra Turchia, Svezia e Finlandia in vista dell'adesione alla NATO dei due Paesi scandinavi. Un possibile ingresso che preoccupa molto il Cremlino.























