Buongiorno Roberto. A me pare che non ci sia nulla di nuovo in quello che ha detto Putin questa mattina. È stato, come hai detto te, un breve discorso, sulla Piazza Rossa, una piazza completamente schierata, immagini anche piuttosto suggestive, se è per questo, ma ha dato la sua rilettura della storia e dei fatti. Quella che, dall'inizio dell'invasione dell'Ucraina ma anche da prima, il suo discorso quando ad esempio ha riconosciuto le Repubbliche di Donetsk e Luhansk, rilegge la storia in una maniera molto particolare. Risale tutto al suo articolo su l'unità del popolo ucraino bielorusso e russo ed è una lettura, come dici te, largamente parziale in cui si dice che a dicembre la Russia ha chiesto delle garanzie di sicurezza, ma sappiamo che queste garanzie di sicurezza, rispetto anche all'estensione della NATO, sono garanzia di sicurezza molto forti. Ha chiesto che la NATO rientri nei propri confini della guerra fredda, sostanzialmente, un operazione che non è minimamente pensabile. Questo è quello che ha chiesto la Russia oltre alla denazificazione e la demilitarizzazione dell'Ucraina, quindi sostanzialmente la cacciata del Governo Zelensky nella sua prospettiva attribuendo agli ucraini un nazismo largamente sopravvalutato. Dov'è che però lui si attacca? A quei gruppi che proprio qui a Leopoli, in particolare, di nazionalisti ucraini di patriottisti ucraini che nel momento della Seconda Guerra Mondiale hanno collaborato con i nazisti, ci sono stati 200-250 mila combattenti che effettivamente lì combatterono. Perché la propaganda russa funziona così, si attacca a delle verità mischiandole, sostanzialmente, a delle menzogne. Secondo me il discorso di Putin, che appunto è stato piano è stata la sua solita rilettura della storia dicendo: siamo stati costretti a difendere i nostri connazionali vittime in Donbass, gli Stati Uniti che umiliano le vittime di guerra, non si capisce se non si capisce da una parte la centralità della Seconda Guerra Mondiale, della grande guerra patriottica, vittoria che ricordiamo fu di Stalin nella storia russa e la centralità del patriottismo per il popolo Russo è un punto su cui Putin punta sempre su cui ha una grandissima capacità di comunicazione con il popolo russo e ha fatto esattamente questo questa mattina. Ha ricordato a tutti i russi quanto la Russia sia diversa, la diversità russa che si basa su una serie di valori e il patriottismo, l'amore per la grande Russia è centrale anche perché, c'è da dire, in qualche modo e su questo il regime di Putin ha si un parallelismo abbastanza preciso con quello di Stalin, il popolo russo è profondamente povero, lo abbiamo visto anche con i soldati russi che hanno saccheggiato le case delle zone dell'Ucraina che hanno invaso, perché lo Stato russo investe tantissimo nella spesa militare e pochissimo nella spesa corrente quella che poi porta reddito ai propri cittadini. Questo sicuramente è un parallelismo però ecco il patriottismo mi sembra la chiave centrale di tutto il discorso. Rilegge la storia in maniera completamente diversa da come la rileggiamo noi in Occidente però bisogna capire la centralità per i russi del patriottismo e di questo tipo di valori.























