Kryvyj Rih, città natale di Volodymyr Zelenski, è una città incredibile, fredda e lunga decine di chilometri. Fondata dai cosacchi nel 1600 è cresciuta nel XIX secolo intorno a una vena mineraria di ferro lunga 100 km e larga 7. Si è quindi espansa in lunghezza seguendo le tante miniere che sono disseminate una dopo l'altra lungo la via principale. Adesso conta 600.000 abitanti. È questo il più grande giacimento di ferro dell'Ucraina, ai tempi lo era anche dell'Unione Sovietica. Kryvyi Rih produce l'85% del ferro del Paese e fino all'inizio della guerra riforniva le fabbriche metallurgiche del Donbass come l'Azovstal di Mariupol. Qui il 62% della forza lavoro è impiegato nell'industria mineraria e dal 24 di febbraio, con lo stop alle fabbriche del Donbass, la città ha raddoppiato la propria importanza in proporzione al PIL ucraino ma è in piena crisi economica e le aziende lavorano al minimo perché con la chiusura dei porti l'export è quasi impossibile come si spiegano Sindaco e Vicesindaco. Nella più grande città mineraria rimasto in mano Ucraina è dunque nato e cresciuto il Presidente Zelenski, parlando il russo in famiglia. In questo palazzo sovietico del distretto 95, soprannominato il formicaio, fino all'inizio della guerra vivevano i suoi genitori poi trasferiti in una località segreta. Ecco poi la sua scuola poco distante, anche lei la numero 95. La città è si fiera del proprio Presidente, ma senza eccedere nel culto della personalità. La sua faccia non compare neanche nelle bancarelle che vendono il merchandising nazionalista ucraino.























