Il PIL è in caduta, anzi no. L'inflazione è in salita ma verranno tagliati i tassi di interesse; l'economia ha tenuto ma è stato avviato un programma di sostegno dei lavoratori che perderanno il posto. Queste dichiarazioni schizzo-freniche fotografano il contrasto tra la realtà e la rappresentazione dei media e delle autorità russe che non sembrano parlare la stessa lingua. Da un lato, infatti abbiamo la governatrice della banca centrale russa Elvira Nabiullina che con tutte le cautele del caso avvisa che le sanzioni occidentali dopo aver colpito la finanza avranno ripercussioni sull'economia reale, tanto che ribadisce la politica del taglio dei tassi ma fotografa l'inflazione a un preoccupate 17,4%. Il sindaco di Mosca stima che i lavoratori a rischio disoccupazione sono, per la sola capitale, circa 200 mila. E a dare forza ad un quadro di per sé già allarmante, giunge la previsione della banca mondiale, che stima il calo del PIL russo in 11 punti percentuali. Un quadro che Vladimir Putin respinge con sdegno. Il blitzkrieg dell'Occidente contro la nostra economia è fallito ha detto. Chi ne paga le conseguenze, secondo la sua visione, è chi ha tentato questo attacco. Ma appunto: in guerra, la propaganda è inevitabile. Solo che a volte deve fare i conti con la realtà come nel caso della Moskva: la ammiraglia affondata del Mar Nero in un blitz delle forze ucraine, anche qui da verificare il come e il quando. E però, dopo aver a lungo negato la presenza di vittime, anche per non evocare il fantasma del Kursk, è giunta la dichiarazione di una madre a cui avrebbero comunicato la morte del figlio diciannovenne. Era un cuoco che operava a bordo della nave. Coerente con questa linea, il Cremino ha deciso anche di onorare i combattenti di Bucha, la 64esima brigata dei fucilieri che ha occupato la città alla periferia di Kiev, teatro di orrori che saranno oggetto di un'inchiesta internazionale. Orrori che hanno spinto il presidente francese Macron a interrompere il dialogo con Putin, ma che non hanno dissuaso il presidente russo dall'ennesima provocazione.























