Ucraina e Russia. La narrazione della guerra e la sua interpretazione passa ovviamente per i due attori sul territorio. Questo ponte di ferro a Bakhmut è al centro della contesa. Le forze ucraine ne hanno fatto saltare i resti nella città che quelle russe cercano ormai da mesi di conquistare. Il ponte era già stato parzialmente distrutto da Kiev ad agosto. Il video è stato diffuso insieme alle notizie di un possibile ritiro ucraino dalla città, ma la 46esima Brigata ucraina smentisce seccamente. Poco prima le forze russe avevano fatto saltare in aria un altro ponte, che collegava Bakhmut al vicino villaggio di Kromove, snodo cruciale che univa la città assediata ad un villaggio vicino, arteria vitale per l'evacuazione dei civili e rifornimento delle truppe, e adesso gli ucraini hanno una sola via d'uscita. Bakhmut è una piccola città industriale nell'est del paese, prima abitata da circa 70.000 persone, ora ce ne sono la metà e Kiev ne ha appena ordinato l'evacuazione. E mentre il presidente Zelensky ha fatto visita ai feriti nell'ospedale militare di Leopoli, l'assedio continua. La Russia avanza, l'Ucraina si difende e si blinda ma c'è sempre la narrazione e la ricerca di pretesti sottotraccia, ma nemmeno poi tanto. La Russia infatti accusa l'Ucraina di aver usato droni, aiutati dagli Stati Uniti, sulla città Kolomna, a un centinaio di chilometri da Mosca ma ancora non sono stati trovati i resti e così arrivano dal Ministro degli Esteri russo queste parole. L'operazione militare speciale continuerà finché non saranno raggiunti gli obiettivi di denazificare e demilitarizzare l'Ucraina ed eliminare le minacce alla sicurezza della Russia e così procede. Dalla Bielorussia poi arrivano altre notizie. Il tribunale di Minsk ha condannato i membri del centro per i diritti umani Viasna, tra cui il suo presidente e Premio Nobel per la pace, Ales Bialiatski, ora in carcere con accuse che l'alto rappresentante dell'Unione Europea Borrell definisce apertamente false, sostenute da processi farsa.























