Ucrainagate, Trump non esclude sua testimonianza

19 nov 2019

“L'idea mi piace, la prenderò seriamente in considerazione”. Donald Trump con queste parole via Twitter raccoglie il guanto di sfida della speaker della Camera Nancy Pelosi, che nel fine settimana aveva aperto ad una possibile testimonianza anche in forma scritta del Presidente sul caso Ucraina Gate. Non voglio certo dare credibilità a questo processo farsa e a questa caccia alle streghe, ma non avendo fatto nulla di male, non escludo la possibilità, ha spiegato Trump, che sta vivendo, giornate non semplici. L'inchiesta per l'impeachment infatti va avanti e arriveranno a testimoniare pubblicamente anche persone interne all'amministrazione, che già a porte chiuse hanno bollato come inappropriata la telefonata del 25 luglio fra Trump e il Presidente ucraino Zelensky, senza contare i risultati non esaltanti delle recenti elezioni in Louisiana, dove è stato riconfermato il Governatore democratico uscente nonostante il Presidente, che tre anni fa in questo Stato aveva stravinto, doppiando il risultato della Clinton, avesse personalmente fatto campagna in più occasioni a favore del candidato repubblicano Eddie Rispone. Per lui e per il partito è la seconda sconfitta in un mese in stati tradizionalmente conservatori. Piccole, ma significative, crepe al suo consenso che gettano i riflettori anche sul campo democratico, dove a sorpresa, secondo gli ultimi sondaggi, il giovane Sindaco di South Bend, Pete Buttigieg, è in largo vantaggio su Biden, Sanders ed Elizabeth Warren, nel primo appuntamento delle primarie ad inizio febbraio in Iowa, ma la gara sarà lunga e Buttigieg fa fatica con l'elettorato nero, che sarà fondamentale, soprattutto negli Stati del sud, per conquistare la nomination. Lo sa bene anche Michael Bloomberg, che, pur non essendo ancora entrato ufficialmente nella corsa democratica, sta facendo tutti i passi necessari anche per riconquistare l'elettorato nero, dopo gli anni complicati da sindaco di New York. Non a caso Bloomberg recentemente ha chiesto anche scusa per la politica dello stop and frisk da lui introdotta quando era a capo dell'amministrazione della città, che prevedeva la possibilità di fermare e perquisire le persone sospette, e che ha di fatto penalizzato molto i latini e i neri.

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