Ultimatum UE su Brexit, Johnson: Prepararsi al "No deal"

16 ott 2020

“La nostra posizione sulla Brexit non cambia” ribadisce Charles Michel al termine dei due giorni di Consiglio Europeo, durante i quali i 27 leader hanno lanciato l'ultimatum a Boris Johnson. Ancora due settimane per trattare, ma o Londra fa un passo avanti oppure non ci sarà accordo commerciale. Martedì il capo-negoziatore europeo Michel Barnier sarà in Regno Unito, ma ancora non è chiaro se i britannici si siederanno al tavolo. Per il portavoce di Johnson le trattative sono finite e lo stesso premier ha detto di prepararsi al No deal, scaricando le responsabilità sull'Europa, colpevole - a suo dire - di non volere offrire un accordo commerciale, come quello con il Canada. Il rischio sempre più concreto è di quote e dazi e, dunque, di conseguenti rialzi di prezzi, ma, come sottolinea il Presidente francese Macron, un accordo alla fine serve più a Londra che all'Europa. Il compito dei 27 - ha aggiunto - non è quello di far felice Boris Johnson. Sulla Brexit leader compatti, dunque, così come sulla valutazione della seconda ondata della pandemia, definita preoccupante. Serve, dunque, come ha dichiarato il premier Conte, uno stretto coordinamento europeo su test e tracciamenti. Pandemia che ha influito anche sui lavori del Consiglio stesso. Dopo Von der Leyen, anche la premier finlandese Marin ha dovuto lasciare il summit e autoisolarsi per la rilevazione di un positivo tra i suoi contatti. E così anche la cancelliera Merkel, che tra un mese avrebbe dovuto ospitare un summit straordinario sulla Cina a Berlino, ha deciso di trasformare l'evento in una videoconferenza.

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