Usa 2020, Trump riapre a Tulsa la campagna elettorale

21 giu 2020

"La nostra campagna comincia ora", cosi il Presidente Trump apre il suo comizio a Tulsa, in Oklahoma, il primo dal lockdown. Un appuntamento cercato e voluto nonostante i contagi di covid 19 nell'ultima settimana abbiano registrato numeri record in Oklahoma, con anche sei organizzatori della campagna di Trump risultati positivi al coronavirus. I sondaggi danno però il Presidente fra i 10 e i 12 punti sotto al suo sfidante Joe Biden il prossimo 3 novembre. Secondo il suo entourage, la sua popolarità sarebbe in caduta libera anche per la pausa obbligata dei comizi in cui Trump dà il meglio di sé, ma a Tulsa non sono arrivate le folle oceaniche che si aspettavano. Le previsioni parlano di un milione di persone, ma alla fine la BOK Arena che ha una capacità di ventimila persone, non era neanche piena. Il Presidente però è convinto che la sua gente lo aiuterà a restare alla Casa Bianca. Trump cita la maggioranza silenziosa, un chiaro riferimento alle elezioni del 1968 quando, in un momento di fermenti e tumulti nel Paese, la maggioranza degli americani non scese nelle piazze a protestare ma andò a votare per Nixon, che fece la sua campagna con lo slogan "legge e ordine", altre due parole che Trump non a caso ha usato spesso ieri sera, scagliandosi più volte contro i manifestanti violenti, contro chi ha vandalizzato le statue dei confederati e anche di Cristoforo Colombo e contro i democratici che, dice il Presidente, "non riescono a controllare le città che governano". Parole durissime anche contro Joe Biden, definito da Trump "un burattino in mano all'estrema sinistra, disonesto, che non ha mai fatto nulla nei suoi 40 anni politica, neanche per i neri d'America". Sul fronte covid il Presidente ha anche annunciato l'intenzione di rallentare nei test perché, dice, "se abbiamo così tanti casi negli Stati Uniti è perché facciamo tanti test". In realtà, se si guardano i numeri di test pro capite, gli Usa su indietro rispetto ad alcuni paesi europei, fra cui l'Italia, e nel Paese non si riesce ancora a far scendere la curva dei contagi su base nazionale, ecco perché preoccupano ancor di più le immagini di ieri sera a Tulsa dov'erano pochissimi ad indossare la mascherina.

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