Usa, 36mila uccisi da armi da fuoco ogni anno

04 ago 2019

Ogni anno, 36000 americani sono uccisi da un colpo d'arma da fuoco. Due terzi sono suicidi, 13000 gli omicidi. Everytownresearch.org è impegnata da anni nella lobby contro la facile diffusione delle armi negli Stati Uniti. I suoi rapporti, dimostrano come il tasso di omicidi commesso con arma da fuoco in America, è 25 volte superiore a quello dei paesi ad alto reddito nel resto del mondo. Eppure, a fronte di questa drammatica ed evidente realtà, ogni proposta e strategia politico-parlamentare, di contenere la diffusione e regolamentare il possesso di armi, in America si infrange contro un tabù intoccabile. Non è un effetto Trump, Barack Obama definito dalla potentissima lobby delle armi, National Rifle Association, il più ostinato Presidente, della storia degli Stati Uniti, a voler mettere mano sul possesso di armi nel Paese. Ha firmato ben 23 ordini esecutivi, ma non è riuscito a smontare l'influente e potentissima lobby che regna incontrastata a Washington, né tantomeno a ottenere che il Senato votasse sì alla sua riforma sul gun control. Solo 40 i voti a favore sulla riforma, 100 i contrari. Non solo i repubblicani dunque, ma una considerevole parte dei democratici nel Paese non intende, allora come oggi, contrastare il tabù del secondo emendamento della Costituzione. L'emendamento scritto nel Settecento, che sancisce il diritto all'autodifesa e di porto d'armi. Diritto che dopo una sentenza del 2008 della Corte Suprema degli Stati Uniti è stato riconosciuto come inviolabile, al pari di quello del voto e della libertà d'espressione. Per questo il dibattito sul controllo delle armi, tanto caro in Europa come nel nostro Paese è un tema quasi tabù per la maggior parte dei politici americani, tanto da non aver cittadinanza, neppure occasionale, tra i temi trattati dai candidati democratici nelle ultime convention. Il tracciato del dibattito, raggiunge picchi a ridosso degli episodi di cronaca come in questi giorni, ma sparisce dalle agende all'indomani e non raggiunge mai il piano del legislatore. anche nelle ultime polemiche social contro Trump, sui siti delle lobby anti-armi attive negli Stati Uniti, non si contesta la sua entusiastica adesione alla schiera della National Rifle Association, piuttosto d'aver esacerbato il dibattito sugli immigrati, tanto da far diventare gli Ispanici target del terrorismo nazionale.

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