Usa, al via 2000 rimpatri illegali

14 lug 2019

Sheila Jackson Lee, il leader del Partito Democratico in Texas chiede alle chiese di tutte le confessioni di fornire rifugio agli immigrati illegali nella lista del Dipartimento dell'immigrazione degli Stati Uniti. La Jackson definisce una deportazione di massa il piano di Donald Trump per il rimpatrio degli immigrati illegali, al via in dieci città degli States che dovrebbe attuare 2000 ordini di espulsione. "Una grande operazione congiunta che riporterà la gente nei loro paesi e caccerà i criminali" dice Trump, anche se il Dipartimento per l'immigrazione ha rinunciato a procedere con un'azione simultanea, per evitare una prova di forza e scatenare ulteriori proteste. Veglie e marce si sono tenute in tutto il Paese, come all'estero, nelle ultime ore per dissuadere l'amministrazione Trump. Dovrebbero scattare i braccialetti elettronici o il rimpatrio per step, anche dopo la visita nelle ultime ore del vicepresidente Mike Pence ad un centro di detenzione sul confine a McAllen, in Texas, dove a causa del sovraffollamento gli immigrati illegali sono tenuti in gabbie in un clima definito dallo stesso Pence, soffocante e dall'orrendo fetore. 17000 legali riuniti nell'associazione degli avvocati per l'immigrazione sono sul piede di guerra contro i provvedimenti di espulsione emanati a raffica. Spesso, dicono, per problemi burocratici interni al dipartimento dell'immigrazione. Nelle sanctuary city, le città definite santuario per la politica di protezione dei migranti e dei loro diritti, sindaci e governatori hanno già fatto sapere la loro opposizione al piano. I giornali pubblicano decaloghi destinati agli immigrati illegali per indicare loro cosa fare, come non aprire la porta, se non destinatari di un mandato d'arresto oppure nascondersi nelle chiese, oppure lasciare gli abituali domicili e lavori per qualche giorno. Resta dunque da vedere se il coro di condanne e di opposizione al piano convincerà l'amministrazione a rinviare ulteriormente buona parte dei provvedimenti.

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