Usa, al via la procedura di impeachment contro Trump

09 feb 2021

Donald Trump è già nella storia: primo Presidente degli Stati Uniti ad essere accusato di alto tradimento ben due volte e in un solo mandato. Il club era già ristretto: prima di lui solo Clinton e nell'ottocento Andrew Johnson, ma il miliardario newyorkese ha fatto il record. Un anno fa erano le mai trovate trame con l'Ucraina per mettere in cattiva luce l'allora avversario nella corsa alla Casa Bianca, oggi è incitamento all'insurrezione per aver arringato la folla scatenando l'assalto al Campidoglio riunito per certificare la vittoria di Biden alle elezioni e finito con cinque morti. Il processo è un procedimento politico demandato all'aula del Senato, sulle regole si sono messi d'accordo democratici, compatti nell'accusa, e repubblicani, meno uniti sulla difesa. Si comincia oggi all'una, le 19 in Italia. Quattro ore di dibattito, un voto procedurale sulla legittimità del processo che non dovrebbe impedirlo, poi ogni parte avrà a disposizione 16 ore per presentare le proprie argomentazioni. L'accusa sarà rappresentata da nove deputati nominati dalla Camera dei rappresentanti che chiede l'impeachment, la difesa sono i due nuovi avvocati di Trump che hanno già fatto sapere che l'ex Presidente, invitato a testimoniare, non ci sarà, preferendo restare nella villa in Florida dove gioca a golf da quando ha lasciato Washington. Non si andrà per le lunghe, una settimana o poco più, difesa e accusa hanno già presentato le proprie memorie preliminari. Per la difesa è tutto un teatrino politico: condannare Trump, che ormai è un privato cittadino, sarebbe assurdo e incostituzionale e comunque i suoi comizi incendiari rientrerebbero nella libertà di espressione costituzionalmente garantita. L'accusa la pensa diversamente: Trump verrà giudicato, ci sono precedenti storici, per ciò che ha fatto quando era in carica. Inoltre le sue parole sovversive: "combattete fino alla morte, marciate sul Campidoglio", configurerebbero anche reati penali. Per condannarlo al Congresso servono i due terzi dei 100 senatori e siccome l'aula è spaccata esattamente a metà, significa che 17 repubblicani dovrebbero votare contro il loro ex Presidente. Tra loro non tutti sono fedelissimi, anzi, ma voti precedenti dimostrano che ci sono poche chance di avere un verdetto di colpevolezza. Anche qualora questo dovesse arrivare, però, non sarebbe sufficiente a bandire Trump dal ricoprire in futuro incarichi pubblici, per quello servirebbe un altro voto, stavolta a maggioranza semplice di 51 senatori.

pubblicità
pubblicità