Usa, al via processo contro Johnson & Johnson

28 mag 2019

“Il pubblico deve conoscere i nomi e le facce dei fornitori e dei pezzi grossi che hanno inondato e infettato questo Paese con una quantità senza precedenti di sostanze mortali”. Queste sono solo alcune delle dure parole che il Procuratore dell'Oklahoma ha pronunciato nella sua arringa in quello che si annuncia già come uno dei processi più importanti degli ultimi 10 anni: quello che vede per la prima volta sul banco degli imputati le grandi compagnie farmaceutiche, in particolare la Johnson & Johnson, per aver contribuito e alimentato la crisi degli oppiacei che sta mettendo in ginocchio gli Stati Uniti negli ultimi anni. In particolare in Oklahoma sono oltre 4 mila i morti per overdose fra il 2007 e il 2017, secondo l'accusa, traditi anche dal lavaggio del cervello portato avanti dalla Johnson con un marketing aggressivo e messaggi che descrivevano questi antidolorifici, con un altissimo livello di oppiacei, quasi come pillole magiche, non chiarendo sui rischi di dipendenza che comportavano sostanze come la codeina, l'ossimorfone e il pentarin, tutti elementi che, se abusati, sono letali e soprattutto che in molti casi rischiano di avvicinare anche a droghe illegali, come l'eroina. La Johnson ovviamente nega tutte le accuse sostenendo di essersi sempre comportata secondo le regole. Ma resta il fatto che quella degli oppiacei è realmente una crisi senza precedenti degli Stati Uniti, con 130 morti al giorno per overdose fra eroina e medicinali, in particolare antidolorifici regolarmente prescritti. Da qui l'attenzione su questo primo processo, che dovrebbe durare circa due mesi, anche perché in casi simili finora le case farmaceutiche avevano preferito patteggiare, Johnson & Johnson invece è determinata ad arrivare fino in fondo, rischiando però di aprire un precedente nel caso di una sua sconfitta per altri casi simili in giro per il Paese. Senza contare i danni per il colosso cosmetico e farmaceutico, che appena un anno fa ha anche dovuto affrontare lo scandalo del talco cancerogeno all'amianto che potrebbe costare alla società fino a 15 miliardi di dollari.

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