Usa, Biden accelera ancora sulle vaccinazioni

07 apr 2021

"Ieri, abbiamo superato le 150 milioni di dosi, nei primi 75 giorni di Presidenza, in linea con l'obiettivo di 200 milioni di dosi, nei primi 100 giorni". Per il Presidente degli Stati Uniti, la guerra al Covid è una guerra di numeri. Quelli che Joe Biden è in grado di comunicare periodicamente alla Nazione, danno sostanza alle promesse fatte in passato. L'America, Paese da 330 milioni di abitanti, continua a correre verso l'immunità di gregge. Dal 19 aprile, ogni adulto potrà ricevere il suo vaccino senza restrizioni, due settimane prima di quel 1 maggio, fissato neanche un mese fa. E invece, già oggi, dice il Presidente, il 75% degli anziani sopra i 75 anni ha ricevuto l'iniezione. Ogni Stato ha almeno un quarto della popolazione con una dose, il 34% di tutti gli americani ha fatto già un vaccino, il 19% ha avuto anche il secondo. In California, dove furono i primi a fare lockdown un anno fa, si programma la riapertura totale, con 20 milioni di vaccini su 40 milioni di abitanti, il Governatore Newsom punta a far cessare ogni restrizione, il 15 giugno. Ma ci sono anche cattive notizie, avverte Biden, non è ancora tempo di celebrare perché le varianti fanno aumentare le infezioni, pure se le vittime scendono. Il timore è che qualcuno si sia fatto prendere la mano. Il Texas ribelle, che non vuole riconoscere alcuna forma di passaporto vaccinale, peraltro non promossa nemmeno dal Governo di Washington, ha consentito, l'altro giorno, una partita di football con 38 mila tifosi in uno stadio da 40 mila. Ma intanto la campagna vaccinale funziona e prima della fine dell'estate, conclude il Presidente degli Stati Uniti, potremo aiutare con le nostre dosi, anche altri Paesi del Mondo. Non è una promessa, la definisce una speranza, sicuramente condivisa da molti.

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