Usa, El Chapo condannato all'ergastolo, più altri 30 anni

17 lug 2019

L’ergastolo per Joaquin El Chapo Guzman non era abbastanza, il Signore della droga che dal Messico con il suo cartello di Sinaloa ha inondato di cocaina tutti gli Stati Uniti, non solo è stato condannato alla prigione a vita, ma anche ad ulteriori 30 anni, ad un risarcimento danni da 12 miliardi e mezzo di dollari. Si chiude così, nella Corte federale di Brooklyn, uno dei processi più mediatici degli ultimi anni negli stati Uniti, che segna la fine della parabola del El Chapo un personaggio a metà fra crudeltà e mito che ha ispirato libri, film e serie TV. “Un criminale spietato”, hanno decretato i giurati, lo hanno ritenuto colpevole per tutti e dieci i capi di accusa, dal traffico di droga al riciclaggio, fino a svariati ed efferato omicidio. Nei venticinque anni in cui ha guidato il cartello con enorme cattiveria, come ha ricordato il Giudice, a cui poco prima della sentenza, si è rivolto El Chapo per denunciare il trattamento inumano e degradante a cui sarebbe stato soggetto durante la sua detenzione a New York. “Una tortura mentale ed emotiva 24 ore su 24” ha continuato, sostenendo anche di non aver avuto un giusto processo. Secondo la difesa, che è pronta a ricorre in Appello, i giurati, infatti, sarebbero stati influenzati dai racconti dei media durante il processo. Ma sta di fatto che difficilmente ci potrà essere un altro verdetto per El Chapo che è atteso, adesso, nel carcere di massima sicurezza di Florence in Colorado. Una prigione, definita da chi ci è passato, non costruita per gli esseri umani, dove si vive in spazi piccolissimi, in isolamento costante, anche i pasti sono serviti all’interno della cella, dove una televisione trasmette le funzioni religiose ed eventuali attività ricreative. L'alternativa è guardare fuori da quella che più che una finestra è una feritoia della cella, da cui non si vedono né alberi, né montagne, ma solo pochi centimetri di cielo, d'altronde gli Stati Uniti non sono intenzionati a prendere rischi, con chi, come El Chapo ha tali precedenti di fughe ed evasioni, ma nel Supermax del Colorado, ribattezzata all'Alcatraz delle montagne rocciose, e non ci sono rischi. “Qui nessuno è mai riuscito”. Anzi, nessuno, ha neanche mai provato a scappare.

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