Guidare questa alleanza non è economico, ma cedere all'aggressore sarebbe ancora più costoso. Così, il presidente degli Stati Uniti chiede al Congresso americano uno stanziamento da 33 miliardi di dollari per continuare ad aiutare l'Ucraina, almeno anche nei prossimi 5 mesi. Non stiamo attaccando la Russia, scandisce Biden, e non manderemo truppe a combattere i soldati russi in Ucraina, ma daremo a chi si difende una robusta assistenza militare. Appena un mese fa il Congresso aveva approvato in maniera bipartisan quasi 14 miliardi per il Governo di Kiev, e anche questi aiuti erano chiesti a gran voce da entrambi gli schieramenti. I nuovi fondi saranno, in larga parte, 20 miliardi e 400 milioni indirizzati a fornire armi e sicurezza, 8 miliardi e mezzo andranno in assistenza economica diretta, 3 miliardi saranno aiuti umanitari, 500 milioni gli incentivi alla produzione interna di cereali messa sotto pressione dalla guerra nel granaio d'Europa. Il presidente ha annunciato anche una proposta di legge per facilitare la confisca di yacht, jet privati e in generale di tutti i beni riconducibili agli oligarchi, venderli e utilizzarne i proventi per finanziare la resistenza Ucraina. L'ulteriore spinta alla spesa pubblica che incide comunque pochissimo su un debito già a quota 30 trilioni, arriva in un momento di inciampo per l'economia degli Stati Uniti, con una inaspettata contrazione del PIL dei primi 3 mesi dell'anno pari all'1,4% che da corpo a qualche timore di recessione. Il rallentamento della rigorosa ripresa dalla pandemia, è per la Casa Bianca un fattore tecnico non preoccupante, perché la spesa dei consumatori e gli investimenti continuano a suggerire una traiettoria in crescita.























