Usa, l'8 febbraio il processo per l'impeachment di Trump

26 gen 2021

Tre parole potrebbero essere la pietra tombale sulla storia del più controverso presidente americano di sempre, incitamento all'insurrezione. Al Senato degli Stati Uniti è stato presentato ieri sera alle 7:00, ora di Washington, l'atto di accusa nei confronti di Donald j. Trump, reo di aver provocato lo scorso 6 gennaio l'assalto al Campidoglio riunito per certificare l'elezione alla Casa Bianca di Joe Biden. Pochi giorni prima, il Presidente che non accettava la sconfitta, aveva arringato la sua folla invitandola a marciare fieramente su Capitol Hill, così poi sfuggita di mano davanti agli occhi del mondo e costata la vita a 5 persone. Nessun Presidente era mai stato accusato di aver tradito la Costituzione per ben due volte, la prima per aver cercato l'appoggio dell'Ucraina nel delegittimare l'avversario democratico era stato assolto, stavolta sarà più difficile. Il processo vero e proprio comincerà la settimana dell' 8 febbraio, per condannare Trump servono i due terzi dei senatori, 67 voti su una assemblea divisa equamente tra democratici compatti e agguerriti e repubblicani lacerati da un capo, percepito come estraneo, ma popolarissimo. Ce ne saranno 17 che voteranno contro? La difesa dell'ex Presidente sosterrà la tesi del processo la libertà di espressione per mettere a tacere un uomo che ha già lasciato l'incarico dal quale lo si vorrebbe rimuovere. L'accusa mira invece ad eliminarlo per sempre dalla vita politica, impedendogli di candidarsi nuovamente. L'interessato è silente, in Florida, dopo essere stato ammutolito anche dall'amato Twitter, il Presidente appena insediato Biden non vorrebbe infierire, perché teme un Senato diviso a metà proprio mentre gli servono i voti per confermare i suoi Ministri e soprattutto il piano da 1900 miliardi in sussidi contro la povertà da pandemia. Anche la storica nomina di Janet Yellen, ex capo della Fed, come prima donna segretario al tesoro, è andata. Per impostare l'azione politica invece, Biden deve sfornare ordini esecutivi, gli ultimi test e quarantena per gli arrivi dai Paesi europei, dal Brasile e dal Sudafrica, eliminazione del bando Trumpiano ai transgender nelle forze armate, priorità al made in USA negli acquisti della pubblica amministrazione. Ma se l'economia si può curare a suon di miliardi, fermare un virus che sta per fare 500000 vittime sembra molto più complicato.

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