Usa: marcia pro Trump a Washington

15 nov 2020

Mentre il divario nel conteggio dei voti si allarga il popolo di Donald Trump si mobilita. Non è proprio un movimento spontaneo e non sono nemmeno oltre un milione di persone, come twitta trionfalmente la portavoce presidenziale, ma alcune decine di migliaia si e l'operazione è sostanzialmente riuscita. Dalle strade attorno alla Casa Bianca fino alla Corte Suprema, in questo serpentone colorato folkloristico c'è un po' di tutto, famiglie con bambini arrivate dalla California, commercianti del Nevada, veterani della Georgia, giovani, anziani, uomini e donne, bianchi, latini, afro americani, cattolici e perfino un sedicente bonzo buddhista. Sono conservatori ovviamente molto populisti convintamente patriottici e soprattutto assolutamente sicuri di essere nel giusto, come il loro Presidente, le elezioni, dunque, le ha vinte Trump e i democratici le stanno rubando. Stop the steal, fermate il furto è l'organizzazione capofila, ma le sigle sono una dozzina e l'armamentario di argomenti altrettanto variegato, urlano four more years, altri 4 anni, intonano l'inno nazionale, scandiscono USA, se la prendono controllo TV che, secondo loro, diffondono bufale, si devono invece tutto quel che sul web rafforza le loro convinzioni. Ce l' hanno con l'estabilishment che alza le tasse, mentre Trump, il miliardario del popolo, far ripartire l'economia, non credono al covid, ma molti hanno comunque la mascherina, a chi urla che le vite dei neri contano, rispondono che tutte le vite contano, poi sgranano rosari e sventolano immagini sacre. Insomma, sono Trumpiani duri e puri più che repubblicani, un ottimo campionario di quei 10 milioni di americani che il Presidente uscente è riuscito ad affascinare in più rispetto al 2016, in mezzo sfilano anche gli estremisti, ma sono poche decine e fanno solo presenza, le forze dell'ordine li osservano da vicino, Washington è preparata, mentre a New York si tiene un sit-in e si distribuiscono volantini, qui qualcuno ha il coraggio di aspettare l'agente di Trump al varco, gridando it's over, è finita, bye bye, ma le schermaglie sono solo verbali e i tafferugli finiscono subito. Trump, come promesso, compare fugace dietro il vetro blindato del sud blindatissimo, mentre va a giocare a golf. Poi torna a twittare di frodi e macchine conta voti con componenti cinesi, per la gioia del pubblico pagante che ha comprato un sacco di magliette, spille e bandiere col suo nome stampato sopra.

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