Usa, oggi camera vota impeachment contro Donald Trump

18 dic 2019

Dopo mesi di dibattito, conflitti e colpi di scena, il giorno dell'impeachment è arrivato. Oggi la Camera dei rappresentanti, a maggioranza democratica, voterà i due articoli del provvedimento di messa in stato d'accusa del Presidente, uno sull'abuso di potere e uno sull'ostruzione al Congresso nel caso Ucraina. Donald Trump entrerà dunque di diritto in una delle liste più oscure del Paese, quella dei Presidenti che hanno avuto un impeachment da parte del Congresso. Prima di lui solo Andrew Johnson nel 1868 e Bill Clinton, più di vent'anni fa, e, come Clinton, Trump alla fine dovrebbe comunque rimanere alla guida del Paese grazie all'assoluzione che dovrebbe garantirgli il Senato a maggioranza repubblicana, dove il provvedimento arriverà a gennaio. Nonostante ciò, il Presidente non sembra felice della macchia che da oggi resterà indelebile sul suo mandato, come dimostra la feroce lettera inviata ieri alla speaker della Camera Nancy Pelosi. Sei pagine dense di risentimento in cui Trump accusa i democratici di aver sminuito il valore dell'impeachment, perché nel suo caso lo hanno perseguito non per ragioni reali, ma solo per pure motivazioni politiche, incapaci di accettare la sconfitta del 2016. Con questo impeachment volete ribaltare la democrazia e portare avanti un colpo di Stato illegale e di parte che fallirà però il prossimo anno alle urne, scrive il Presidente, sottolineando inoltre di non avere alcuna responsabilità, concetto ieri ribadito anche a voce. “No, non mi prendo alcuna responsabilità. Zero, per dirlo chiaramente. Hanno preso una telefonata perfetta che ho avuto col Presidente ucraino, una telefonata assolutamente perfetta. Voi lo sapete. Loro lo sanno. Non c'era nulla di sbagliato in quella telefonata. Fare l'impeachment al Presidente degli Stati Uniti per quella telefonata è una disgrazia che lascia il segno nel nostro Paese. Vi dico una cosa: altri Presidenti in futuro, se non facciamo qualcosa riguardo a questo, altri Presidenti dovranno vivere quello che sto vivendo io”. Nancy Pelosi ha definito la lettera di Trump ridicola, ma sicuramente questa missiva dimostra come la vicenda impeachment e questi anni di conflittualità abbiano portato ad un tipo di frattura fra le istituzioni di questo Paese, in particolare fra il Congresso e la Casa Bianca, quasi senza precedenti. Un tipo di frattura che sarà molto difficile da rimarginare, indipendentemente da come finirà la vicenda impeachment.

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