Il processo a Lindsay Clancy, una donna del Massachusetts che ha ucciso i suoi tre figli piccoli, si avvicina alla conclusione. Il 27 agosto il suo avvocato ha pronunciato l’arringa finale volta a convincere i giurati che la sua cliente non avesse intenzione di ucciderli, ma fosse stata spinta da una psicosi post-parto. Clancy, 36 anni, ammette di aver ucciso i suoi tre figli strangolandoli con delle fasce elastiche nel seminterrato della sua casa a Duxbury, un sobborgo di Boston, nel gennaio 2023. Successivamente si è ferita con un coltello e si è lanciata da una finestra del secondo piano nel tentativo, fallito, di togliersi la vita, rimanendo paralizzata. L’avvocato difensore Kevin Reddington ha esortato i giurati della Corte Superiore della contea di Plymouth a dichiararla non colpevole per infermità mentale in relazione ai tre capi d’accusa di omicidio di primo grado a suo carico, presentando una difesa che, nel corso del processo, ha riacceso un dibattito a livello nazionale su come viene affrontata negli Stati Uniti la salute mentale delle donne nel periodo post-parto.























