Donald Trump è tornato a modo suo e in vecchio stile. Nuovamente contro tutto e tutti, l'ex Presidente degli Stati Uniti lo ha fatto dal palco del CPAC, l'annuale convention dei Conservatori che in passato era l'opportunità per gli attivisti Repubblicani e leader del partito di incontrarsi e confrontarsi. Ma adesso è diventato un vero e proprio megafono di "Maga", il movimento del Tycoon che punta dritto alla Casa Bianca per il 2024. Trump nel corso di un monologo durato circa un'ora e mezza ha delineato una netta frattura tra la sua idea di partito e quella disegnata dai Repubblicani dell'era Bush. Un discorso per tagliare in modo definitivo le radici con la tradizione del partito e rilanciare i temi che lo hanno portato a vincere nel 2016. Trump si è proposto nuovamente come l'outsider che salverà l'America e gli americani da l'establishment politico. L'ex Presidente americano ha puntato il dito contro il modo di pensare comunista che a suo dire si è infiltrato in America ma anche contro i Procuratori Democratici corrotti, che secondo l'ex inquilino della Casa Bianca lo stanno ingiustamente perseguitando. Trump inoltre è tornato a parlare di Deep State, contro cui lotterà e ha anche affermato che difenderà gli assalitori di Capitol Hill, finiti in carcere e definiti dallo stesso Trump "Patrioti". Il Tycoon ha puntato il dito anche contro il sostegno incondizionato a fornire armi all'Ucraina, sostenendo che si arriverà alla Terza Guerra Mondiale. Una stoccata l'ha riservata anche all'attuale Presidente degli Stati Uniti Joe Biden e al figlio Hunter, definiti corrotti e criminali. Un discorso che è un manifesto politico per rilanciare il suo slogan: "American First", forte anche dei sondaggi che lo danno in vantaggio sui possibili sfidanti alle Primarie Repubblicane.























