Vaccini anti-Covid a velocità diverse

17 nov 2020

Vaccino anticovid? Sì, ma non per tutti, o almeno sicuramente non alla stessa velocità. Con il mese di novembre si sono moltiplicate le notizie di antidoti che darebbero garanzie di efficacia pari o superiori al 90 %. E tuttavia, secondo una ricerca da Duke University Global Health Institute non ci saranno dosi sufficienti per tutta la popolazione mondiale prima del 2024. La casa farmaceutica Pfizer ad esempio, sta stipulando contratti con Stati Uniti, Unione Europea, Canada, Giappone e Regno Unito per 1,1 miliardi di dosi, è praticamente la totalità di quanto punta a produrre entro la fine del 2021, 1,3 miliardi di dosi. Inoltre sul vaccino deve essere conservato a meno 80 gradi e solo pochi posti al mondo hanno strutture in grado di garantire la conservazione a questa temperatura. In quest'ottica l'annuncio di Moderna di un vaccino efficace 95% potrebbe essere una notizia migliore per i Paesi esclusi dal club precedente, lo stoccaggio non richiederebbe le spese onerose di Pfizer e l'OMS si sarebbe preso l'impegno di distribuirlo nei Paesi più poveri all'interno di Covax, programma che mira a supportare lo sviluppo e la distribuzione equa di 2 miliardi di dosi di vaccini entro la fine del 2021. Dalla casa farmaceutica fanno però sapere che le trattative sono ancora in corso su quante e quando queste dosi potranno essere disponibili per Covax. Le speranze dei paesi con redditi più bassi, poggia in gran parte su un altro vaccino che fa parte del portfolio Covax, quello di AstraZeneca, i cui dati sull'efficacia sono attesi a breve. Secondo il Washington Post il Serum Institute of India dovrebbe produrre due terzi delle dosi promesse ai Paesi più svantaggiati da AstraZeneca, Johnson & Johnson, Nova Wax e Sanofi. Alcune azioni fanno infine affidamento su Russia con lo Sputnik 5 e Cina che di vaccini ne sta sviluppando 4. Calcolando che gli Stati Uniti da soli otterranno circa un quarto della prima partita disponibile, e in questo periodo di transizione politica non hanno ancora chiarito se parteciperanno al programma Covax, più che di diplomazia del vaccino sarebbe meglio parlare di nazionalismo del vaccino, ricordando che la pandemia, però, avrà fine quando sarà sotto controllo ovunque.

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