Vaccini, Biden: negli Usa iniettate già 100 milioni di dosi

19 mar 2021

Cento milioni in 58 giorni, 42 prima del previsto. Sono i numeri del successo della campagna anti covid del Presidente Biden. Gli Stati Uniti raggiungono oggi l'obiettivo di dosi vaccinali somministrate con settimane di anticipo rispetto a quanto annunciato, prima ancora che un solo antivirus fosse autorizzato. Oggi ce ne sono tre, anche se non è tutto merito di Biden prima del suo insediamento erano già state fatte 20 milioni di iniezioni, con lui il ritmo è considerevolmente aumentato a 2,2 milioni in media, con punte di 3 in ulteriore aumento con il mezzo miliardo di dosi in arrivo entro maggio. Il 12,3% degli americani è già stato immunizzato e tra chi ha più di 65 anni, cioè la fascia più a rischio, la percentuale triplica, mentre il 65% di questi ha ricevuto almeno la prima dose. Questa è solo la base, non ci fermeremo finché ne avremo battuto questa pandemia. La prossima settimana, annuncerò il nostro prossimo obiettivo. È il momento di essere ottimisti, ma non è momento di rilassarci. Ho bisogno di tutti gli americani. Ho bisogno che tutti voi facciate la vostra parte. La sconfitta di Biden, è per ora, invece, nel pubblicizzatissimo dietrofront sulla politica migratoria del suo predecessore. Anche lì sta in un numero, 14000 sono i minorenni non accompagnati presi in custodia dalle autorità che si sono presentati alla frontiera del Messico, convinti che il nuovo Presidente li avrebbe fatti subito entrare per ricongiungersi ai familiari già negli Stati Uniti. Il Governo americano chiede tempo per mantenere la promessa. Non vuole chiamarla crisi, ma ammette che la situazione è la peggiore da vent'anni a questa parte e adotta una discutibile diplomazia del vaccino, mentre sottotraccia chiede al Messico di fermare l'esodo dall'altra sblocca improvvisamente per l'asportazione oltreconfine 2,5 milioni di dosi del farmaco AstraZeneca qui inutilizzate perché non ancora approvato.

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