Vaccini, incertezza consegna dosi di Johnson & Johnson

09 mar 2021

La notizia arriva a pochi giorni dall'atteso via libera dell'EMA: Johnson & Johnson avrebbe comunicato alla Commissione Europea che, per problemi nella catena di approvvigionamenti, sarà molto difficile riuscire a consegnare davvero nel secondo trimestre quei 55 milioni di dosi promesse. L'ennesimo inciampo che potrebbe dunque costringere i 27 a rivedere le strategie nazionali di vaccinazione. Sul preparato di Johnson & Johnson, che ha il grande vantaggio della somministrazione unica, si faceva infatti molto affidamento. Il commissario al mercato interno Breton ha detto di essere al lavoro per trovare una soluzione, ma ha specificato: "non è comunque a repentaglio l'intero programma, avendo l'Europa a disposizione quattro vaccini autorizzati". Intanto anche Mosca conferma che da luglio potrebbe partire la produzione dello Sputnik in Italia con l'obiettivo di arrivare a 10 milioni di dosi entro la fine dell'anno, ma anche dovesse arrivare il via libera dell'EMA, la strategia decisa dai 27 stati membri al momento non cambia e non si prevedono acquisti congiunti del vaccino russo. Bruxelles considera peraltro irrilevante l'eventuale produzione italiana. Le prime dosi arriverebbero probabilmente a fine anno, quando il problema della penuria di fiale dovrebbe ormai essere alle spalle. Più esplicito ancora il Presidente del Consiglio europeo Michel, che invita a non farsi ingannare da Cina, Russia e regimi che organizzano operazioni molto limitate, ma ampiamente pubblicizzate per fornire vaccini ad altri. Mentre, aggiunge, hanno somministrato metà delle dosi per 100 abitanti rispetto all'Europa. Michel difende poi il meccanismo di controllo dell'export puntando il dito contro Stati Uniti e Gran Bretagna, che hanno imposto un divieto assoluto di esportazione di vaccini o di loro componenti accusa però questa rigettata in toto da Londra.

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