Vaccino, UE: Possibile obbligo di condivisione brevetti

24 feb 2021

Dopo le indiscrezioni su un nuovo possibile taglio alle forniture che anche per i prossimi mesi potrebbero venire più che dimezzate rispetto a quanto indicato, AstraZeneca ribadisce il suo impegno a rispettare le consegne pattuite, ma mette le mani avanti, spiegando di non essere in grado di fornire previsioni dettagliate per il secondo trimestre, date, frequenza e volume delle distribuzioni potrebbero infatti variare a causa dei processi di produzione, fanno sapere dalla società, ma c'è la volontà di rispettare il calendario, fornendo metà delle dosi previste dagli stabilimenti europei e il resto dalla rete di approvvigionamento internazionale. Un punto questo che potrebbe però non essere in linea con il contratto sottoscritto con Bruxelles. Tutto questo alla vigilia di un Consiglio europeo in cui si discuterà soprattutto di pandemia, obiettivi potenziare il sequenziamento delle nuove varianti e soprattutto aumentare la capacità produttiva di vaccini, facendo pressioni sulle società farmaceutiche affinché cedano delle licenze provvisorie ad altri stabilimenti europei, in discussione anche la possibilità di copiare il metodo britannico di somministrare solo prime dosi per aumentare la platea di persone con una qualche forma di immunizzazione, strategia che oltremanica sembra aver portato buoni risultati. Altro nodo la questione frontiere, la Commissione ha chiesto a 6 Paesi, tra cui la Germania, di rivedere le restrizioni in atto, giudicate sproporzionate, ma gli stati membri sembrano orientati a mantenere forti limitazioni ai viaggi, i paesi del sud chiedono poi un passaporto vaccinale per salvare la stagione turistica, ma il fronte del nord è molto cauto e teme discriminazioni per chi non avrà potuto o voluto farsi immunizzare. Intanto l'Ungheria raddoppia, dopo essere stato l'unico Paese europeo ad aver autorizzato il vaccino russo Sputnik, ha iniziato sul suo territorio a somministrare anche il cinese Sinopharm.

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