Veneziano in Sudan: scarcerato ma ancora bloccato

16 giu 2021

"Hai dormito?" "Non tanto. Oggi sono k.o." "Stai tranquillo. Vedrai che starai meglio". Dall'Italia, Alvise Zennaro cerca di rassicurare il fratello Marco, stanco e profondamente turbato, dopo 86 giorni di detenzione in condizioni, che i famigliari, hanno definito disumane, in un commissariato sudanese, accusato di frode a seguito di una disputa commerciale. Il 46enne, da lunedì è libero, ma ancora bloccato in un albergo della capitale Khartum, dove dovrà rimanere per affrontare le varie cause che lo vedono coinvolto. Marco Zennaro. imprenditore del settore della produzione di materiale elettrico, è stato sottoposto a visita medica, è stremato e vive con il costante timore di ritornare in cella, con temperature fino a 50 gradi e condizioni igieniche a dir poco precarie. Zennaro si era recato in Sudan a metà marzo, per trattare la vendita di una partita di trasformatori, destinata alla società elettrica nazionale. Nell'affare era coinvolto anche un mediatore, il primo ad accusarlo di frode, con il quale, il 46enne, avrebbe poi trovato un accordo economico. Quindi, il rilascio e il secondo arresto, circa un mese fa, poco prima del volo l'Italia, a seguito dell'accusa da parte di un'altra persona coinvolta nell'affare. Lunedì la scarcerazione, dopo un lungo negoziato, seguito costantemente della diplomazia italiana, la vicenda non è affatto conclusa.

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