Venezuela, pacificazione ancora lontana

08 ago 2019

A piedi, a cavallo, sui carri allegorici con l’icona di Hugo Chavez, l'uomo della rivoluzione. Chi sta con Maduro scende in piazza in ogni modo. I manifesti parlano chiaro, il nemico è uno: gli Stati Uniti e il blocco economico appena imposto in Venezuela. Con l'inflazione fuori controllo, le code ai negozi per i generi di prima necessità e i continui black out, il congelamento dei beni pensato da Trump è un duro colpo. E le conseguenze sono immediate. Sospesi i negoziati di pace in corso tra i due Presidenti in campo neutro, all'isola di Barbados, Maduro a questo punto, occupa anche la TV di stato. Alle sue spalle il monumento di Simon Bolivar, eroe dell'indipendenza dell'America latina. È stato John Bolton ha ordinare il blocco economico e commerciale contro il nostro Paese. Vogliono far cambiare idea alla nostra gente. Ma le cose non andranno come pensano il popolo venezuelano ha il suo orgoglio. Sull'altro fronte, l'altro Presidente Guaidò tira un sospiro di sollievo dopo l'auto proclamazione e un fallito colpo di stato, la sua rivoluzione rischia di essere dimenticata. Il blocco economico ha un significato importante, vuol dire che non siamo soli. In molti fuori dai nostri confini, ci stanno aiutando per metter fine alla dittatura. Il mondo ci sta ascoltando e noi ricostruiremo il nostro Paese. Intanto Guaidò, con la moglie al suo fianco mostra, insieme alla sua gente, il nome di uno dei tanti oppositori privati della libertà. Pericoloso oggi fare politica in Venezuela.

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