Venezuela, un anno dopo la proclamazione di Guaidò

25 gen 2020

Con la mano sulla Costituzione Juan Guaidó si proclama Presidente incaricato del Venezuela, è il 23 Gennaio del 2019. 15 giorni prima Nicolás Maduro si era insediato come Presidente del Paese per i futuri sei anni dopo le elezioni del 2018, elezioni contestate. Un Governo illegittimo per gran parte dei Paesi europei, per gli Stati Uniti e per quasi tutta l'America latina. Il suo è considerato un gesto coraggioso e in pochi minuti ottiene l'appoggio di Donald Trump. Le strade di Caracas si riempiono di persone, Guaidó parla alla folla, le manifestazioni vanno avanti, gli scontri con la polizia provocano in soli due giorni, 14 morti e decine di feriti. 218 arresti tra gli oppositori in un attimo il Venezuela, Paese con due parlamenti e due corti Supreme si ritrova con due Presidenti. Le frontiere vengono bloccate, impedito l'ingresso agli aiuti umanitari. Il Venezuela è al collasso. Diversi gli episodi di black out che Nicolás Maduro addebita a sabotaggi da parte degli oppositori. Mezzi pubblici fermi, abitazioni al buio, cibo razionato. A maggio Guaidó tenta il colpo di stato, un golpe fallito perché i militari, tranne poche frange, sono rimasti al fianco di Maduro. Il mondo diviso guarda al Venezuela. "Alcuni uomini chiave del regime avrebbero dovuto disertare, spianando la strada alla caduta di Maduro" rivela il consigliere per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti John Bolton. Così non è stato. È il Segretario di Stato Mike Pompeo a dire "Maduro era pronto a salire su un aereo per scappare a Cuba, poi è stato fermato dai russi". Scenari da guerra fredda, Maduro resta al suo posto, Guaidó rischia l'arresto. Dal 5 Gennaio 2019 quando Guaidó vieni proclamato Presidente dell'Assemblea nazionale al 5 Gennaio 2020 quando ad essere eletto è Luis Parra, sostenuto anche da Maduro. Guaidó non ci sta e tenta di entrare nell'assemblea scavalcando i cancelli. E' poi volato in Europa, a Bruxelles prima a Davos poi, "per stabilire alleanze con i Paesi democratici del mondo" spiega, mentre la Spagna secondo alcune indiscrezioni avrebbe aperto le porte alla vicepresidente del regime venezuelano Delcy Rodríguez per un incontro con il Ministro del trasporto spagnolo su territorio ispanico. Rodriguez nella lista dei sanzionati dall'Europa, ricorda Bruxelles, "l'accordo va rispettato da tutti".

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