Vergogna di volare, in Svezia in treno per ridurre emissioni

16 dic 2019

“Vedo un aumento di passeggeri a causa del movimento 'Vergogna di volare'. I nostri treni sono sempre al completo, per lo più famiglie, bambini. Abbiamo ottime prospettive per i treni, ci aspetta un bel futuro”. Siamo sul treno più a nord d'Europa. E' il giro di boa di un viaggio di 3 mila chilometri da Oslo a Stoccolma al tempo dello Flygskam, la 'Vergogna di volare', trend nato in Svezia sull'onda del movimento di Greta, una sorta di boicottaggio degli aerei, che producono il 12% di tutte le emissioni generate dai mezzi di trasporto. In pochi mesi, il 23% degli svedesi ha rinunciato a volare, mentre sono aumentati del 10% i passeggeri sui treni. “Noi in Norvegia preferiamo parlare di orgoglio di prendere il treno piuttosto che di vergogna di volare. Intendiamo aumentare l'offerta in modo che si possa scegliere l'opzione del treno più spesso possibile. Dall'anno scorso i passeggeri sono cresciuti del 2,8%. Il Governo sta investigando in 8 nuovi treni cuccetta. In Norvegia abbiamo fatto una ricerca sull'alta velocità, che si è rivelata un progetto troppo costoso, così abbiamo deciso di investire nella rete esistente”. Con noi c'è Kristoffer Carlin, regista in tour a presentare il suo ultimo documentario. E' diretto a Bodo. Avrebbe potuto volarci in 75 minuti, invece si sobbarca 16 ore di treno. “Non avrei mai pensato al treno fino a due anni fa, sarei andato in aereo. Certamente è la cosa giusta da fare, ma anche perché è molto più comodo e poi mi sembra che il treno mi dia tempo anziché togliermelo. In Norvegia abbiamo una grande competizione tra compagnie aeree, il che rende i prezzi molto bassi, ma questo sarebbe il momento di puntare sul treno perché la gente vorrebbe usarli molto di più perché c'è questa consapevolezza”. Il treno punta a nord. Dopo il Circolo polare artico, sembra un segugio che fiuta l'odore della natura selvaggia. “Gli aerei in passato ci hanno portato via molti passeggeri, ma ora stanno ritornando. Soprattutto vedo che molti giovani scelgono il treno perché si preoccupano di madre Terra”. “I treni sono più adatti all'essere umano. Si ritorna a come era una volta. Puoi stare con te stesso, sei solo con i tuoi pensieri quando viaggi in treno”. “E' ottimo per l'ambiente, non ci sono emissioni di CO2, soltanto elettricità, cioè energia rinnovabile”. Nell'Artico svedese si arrivava quasi solo in aereo. Oggi anche nella steppa lappone si riscopre il caro vecchio treno, così come accade con i vinili nelle feste di Boden. Gabriella fa parte dei trenisti più convinti. “Quest'estate ho deciso di prendere una vacanza con i figli e il mio fidanzato. Abbiamo viaggiato per quattro settimane. Mi ero imposta di non usare l'aereo così abbiamo preso il treno da Boden a Stoccolma e quindi in Europa, per quattro settimane. Due settimane fa dovevo andare a Goteborg per un'operazione. Poiché in Svezia ti pagano il viaggio se non c'è un ospedale vicino disponibile, gli ho detto che volevo un biglietto del treno per dare a Goteborg e mi hanno risposto: “Ma lo sai che sono 18 ore di viaggio?”, “Sì - ho risposto - lo so bene, ma voglio prendere il treno””. E chi vola si vergogna di dirlo anche ai parenti. Jimmy e Felicia confessano sottovoce il loro peccato. “Circa sei mesi fa abbiamo prenotato la vacanza di Natale in Vietnam. Penso che fino a un paio di anni fa ci sarebbero stati molti “Wow, che meraviglia, fantastico!”. Probabilmente una volta lì avremmo postanto foto online per farlo sapere a tutti”. Quasi un tabù. Nel nuovo lessico ecologico sociale svedese si chiama smiflayga “volare in segreto”. “Penso che oggi accada invece che ci si vanti quando si prende il treno. Non è tanto una questione di fanatismo, è diventato trendy preoccuparsi per l'ambiente”. Quando arriviamo a Stoccolma, cinque giorni dopo aver lasciato Oslo, possiamo sfoggiare anche noi. In 3 mila chilometri abbiamo prodotto 84 kg di CO2 contro i 1.710 se avessimo volato.

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