L’appuntamento è alle 16 di lunedì. A Bruxelles arriveranno le delegazioni che parteciperanno al vertice dei Capi di Stato e di Governo dell’Unione Europea. Nell’agenda due temi fondamentali: l’emergenza alimentare scatenata dal blocco dell’export del grano ucraino e le sanzioni alla Russia. I rappresentanti dei 27 valuteranno la fattibilità di una missione navale europea per scortare il grano ucraino nel Mar Nero. Per sostenere questa strada sabato il Presidente francese Macron e il Cancelliere tedesco Scholz hanno sentito al telefono il leader russo Putin. Il Capo del Cremlino si è detto disponibile a facilitare il transito di navi cariche del grano e mais da tre mesi fermi nei porti ucraini, ma ha anche chiesto lo stop all’invio di armi a Kiev, precondizione questa per poi riprendere il dialogo con Zelensky. Per ritentare una mediazione lunedì il Presidente turco Erdogan sentirà separatamente al telefono i due leader in guerra. La crisi del grano colpisce soprattutto i Paesi del Nord Africa e del Medio Oriente e porta con sé un rischio che nessuno in Europa vuole vedere concretizzarsi: quello di una nuova ondata migratoria nel Mediterraneo. La soluzione non sarà scontata perché nel momento stesso in cui Parigi e Berlino hanno chiesto aiuto a Mosca, Bruxelles dovrebbe decidere il sesto pacchetto di sanzioni contro la Russia. Da ormai un mese il nodo è quello dello stop all’import di petrolio russo. Il Premier ungherese Orban non voterà alcuna misura che metta a rischio la sicurezza energetica del suo Paese. La soluzione potrebbe essere fermare l’importazione via mare e non quella tramite oleodotti. Budapest sarebbe salva e Bruxelles chiuderebbe una partita aperta da ormai oltre un mese e mezzo. Quello tra Orban e l’Unione Europea non è però l’unico braccio di ferro in corso. Sul fronte dell’Alleanza Atlantica non si allenta la tensione con Ankara. Il Presidente turco Erdogan è tornato sull’ingresso nella NATO di Svezia e Finlandia ribadendo il suo “no” all’adesione da parte di Paesi che sostengono il terrorismo del partito curdo PKK. In settimana una delegazione turca aveva incontrato i due Governi, ma la mediazione non ha portato ad alcun passo avanti.























