L'accordo per l'evacuazione di Mariupol è passato. Dopo il colloquio con il segretario generale delle Nazioni Unite Guterres, il presidente Putin ha accettato la partecipazione dell'ONU e del comitato internazionale della Croce Rossa all'evacuazione dei civili intrappolati da febbraio nell'acciaieria di Azovstal. Il presidente russo ha ribadito che i combattimenti in quell'aria sono stati sospesi ma resta infuocato il fronte delle Repubbliche autoproclamate del Donbass. Sulla linea del fronte scambi di artiglieria pesante tra i villaggi russi e ucraini. Il comando delle operazioni delle Forze Armate ucraine ha affermato che a Donetsk e a Luhansk sono stati respinti diversi attacchi russi e che, solo nelle ultime ore, sono andati distrutti i 13 carri armati. Mentre il comando russo ha dichiarato di aver colpito l'Ucraina con missili e artiglieria durante la notte, uccidendo almeno 560 combattenti ucraini, distruggendo dozzine di veicoli corazzati, sistemi missilistici e altre attrezzature militari. Kiev parla di una decina di vittime solo a Donetsk. Sull'altro campo del fronte, la Russia accusa bombardamenti e vittime nella regione di Belgorod, nella Russia Occidentale, dove sarebbe andato in fiamme un deposito di munizioni. E dove i bombardamenti ucraini hanno colpito anche villaggi e case. Lo scontro sul campo allunga le distanze tra Russia e Ucraina. A Kiev è stata decapitata la statua monumento simbolo dell'amicizia russo-ucraina; il monumento era stato donato dal Governo Sovietico nel 1982 e le autorità ucraine hanno deciso di smantellarlo insieme ad altri 60 installazioni simbolo del legame di amicizia tra russi e ucraini.























