Vince in Giapppone la coalizione guidata da Shinzo Habe

21 lug 2019

Una vittoria che di fatto rappresenta una netta sconfitta. È questo il bilancio della giornata elettorale in Giappone, dove appena il 30% dell'elettorato si è recato alle urne per rinnovare metà della Camera alta, uno dei due rami del Parlamento. Se a questa percentuale si aggiunge circa il 13% che ha votato per posta si arriva appena al 43%, uno degli indici più bassi dal dopoguerra. Dei 124 seggi in palio l'attuale coalizione governativa, formata dal Partito Liberal Democratico e dal Komei, braccio politico della setta buddhista Soka Gakkai, ne ha conquistati solo una settantina, dieci in meno di quelli che erano necessari per mantenere l'attuale maggioranza di due terzi in Parlamento e, dunque, la possibilità di far approvare la riforma costituzionale, cavallo di battaglia del premier Shinzo Abe. Governo blindato, dunque, che mantiene una solida maggioranza in entrambi i rami del Parlamento, ma riforma costituzionale sempre più lontana. Successo nelle file dell'opposizione dei candidati comuni che, per la prima volta, hanno messo in pratica in alcuni Collegi uninominali il principio della desistenza. Nessun eletto, invece, tra le file dell'Ulivo giapponese, una nuova, piccola formazione politica presente solo nel proporzionale.

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