Virus, 146 mila morti nel mondo, oltre 2 milioni i contagi

17 apr 2020

Il virus è ora gestibile e il contagio è sotto controllo, ha un tasso inferiore all'1%. Sono queste le frasi che ogni persona vorrebbe sentirsi dire. Stavolta tocca ai tedeschi. Il Ministro della Salute rassicura la popolazione e ricorda che finora sono stati sottoposti ai tamponi circa un milione e 700000 persone. Dalla metà di Agosto inoltre ogni settimana verranno prodotti 50 milioni di mascherine. Lunedì prossimo, giorno in cui verranno allentate le misure, in Sassonia diventerà obbligatorio uscire con la protezione sul volto. L'Austria, che ha già ridotto le sue restrizioni, a Maggio riaprirà anche i musei, le biblioteche e altri negozi. Eventi musicali e festival culturali saranno comunque vietati fino a fine Agosto. Quanto alla Spagna, che rivede il conteggio dei suoi dati arrivati a oltre 188000 contagi e più di 19400 morti, si fa strada l'ipotesi di una graduale riapertura delle attività. Soprattutto in Catalogna si sta elaborando un piano per far uscire di casa i bambini. In Gran Bretagna l'epidemia non è ancora in fase di rallentamento. In 24 ore ci sono stati oltre 800 decessi. Intanto la Cina, uscita dal lockdown da 10 giorni, registra 27 casi di contagio, ma da cluster già noti. Vengono inoltre rivisti i dati dei decessi, a Wuhan 1290 in più. Il Governo di Pechino nel frattempo, se da un lato difende l'operato dell'Oms, al centro di diverse polemiche, dall'altro ribatte a tutti quei paesi che ora sollevano dubbi su come laCina abbia gestito le informazioni relative all'epidemia. Non abbiamo nascosto nulla alla comunità internazionale è la posizione ufficiale. Mentre a Tokyo e a Mosca si registrano casi record di contagi giornalieri, la situazione è drammatica in America Latina. Il paese più colpito è il Brasile, seguito dal Perù, Cile ed Ecuador. Qui, con oltre 8000 casi il sistema sanitario è collassato. A Guayaquil, epicentro dell'epidemia, vige il coprifuoco per 15 ore al giorno. I morti sono centinaia, triplicati in due settimane. Molti corpi sono rimasti per giorni nelle abitazioni o lasciati per strada a causa del ritardo nel ritirarli per dare loro una decorosa sepoltura.

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