Virus Cina, 600 casi in 24 ore a Wuhan

27 gen 2020

I dati diffusi dalla Commissione nazionale della salute cinese sui sondaggi confermano la virulenza e l'estrema contagiosità del coronavirus di Wuhan, misteriosa polmonite virale comparsa per la prima volta nella città centrorientale cinese. Dopo la messa al bando in tutta la Cina del consumo e la vendita di animali selvatici, dai primi risultati portatori del virus simile alla SARS, un nuovo provvedimento delle autorità di Pechino proroga la chiusura delle scuole per le festività legate alla festa della primavera, il Capodanno cinese, da tre giorni sino al 2 febbraio. Uno sforzo titanico quello messo in campo dalle autorità di Pechino nella gestione della quarantena e dei cordoni sanitari. 56 milioni di cinesi sono sottoposti a restrizione della libertà di movimento. Il virus è altamente contagioso anche nella fase di incubazione, stimata in 14 giorni, il che rende meno efficaci i controlli biotermici a tappeto nei distretti colpiti e negli aeroporti e spinge le grandi aziende cinesi anche lontane dall'epicentro del contagio, come il colosso del web Alibaba, a chiedere ai propri dipendenti di lavorare da casa. A Wuhan in 24 ore si sono registrati altri 600 casi, con un ritmo di crescita pari al 30% in più al giorno. Per questo il Sindaco ha deciso di sospendere i visti e i passaporti per i cittadini cinesi fino al 30 gennaio prossimo. Zhou Xianwang ha confermato che almeno 5 milioni di residenti su 11 sono fuggiti dalla città prima che venisse sigillata nel cordone sanitario la scorsa settimana a causa dell'effetto combinato delle feste del Capodanno lunare e della paura dell'epidemia. Questo, se possibile, rende ancor più spettrale la città mentre i consolati di stati Uniti, Francia, Italia, Giappone e Germania lavorano a piani di evacuazione dei propri concittadini che dovrebbero essere operativi in settimana. 121 i medici specialisti di terapia intensiva arrivati nella notte a Wuhan, vanno ad affiancare la prima linea negli ospedali cittadini, dove da giorni lavorano medici, infermieri e i militari arrivati a Wuhan dall’inizio della quarantena.

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