Virus Cina, coronavirus simile alla sars ma meno aggressivo

21 gen 2020

Il focolaio epidemico è partito dal mercato del pesce degli animali selvatici di Wuhan, città della Cina centrale, con 11 milioni di abitanti, poi il virus ha superato i confini. In meno di un mese è stato isolato in pazienti di altre province, poi di altri paesi. Si tratta di una variante del Coronavirus, isolata il 7 gennaio scorso su un campione di un paziente positivo, nome in codice 2019-nCov. un virus della stessa famiglia della SARS, la sindrome acuta respiratoria grave, che tra il 2002 e il 2003 ha ucciso oltre 800 persone a fronte di 8.000 contagi e del MERS, la sindrome respiratoria mediorientale, ma meno aggressivo. Trasmesso anche in questo caso, in una prima fase, da animale a uomo, poi, come hanno confermato le autorità, da uomo a uomo. Ma solo con contatti stretti e in luoghi ristretti, perché il virus passa attraverso la saliva. I sintomi sono quelli dell'influenza con un decorso veloce e provoca polmonite, febbre elevata, stanchezza, mal di testa, tosse secca e, solo nei casi più gravi, sindromi respiratorie acute. Non esiste un vaccino e i consigli sono quelli del buonsenso, evitando inutili allarmismi. Lavare spesso le mani, evitare contatti con persone con sindrome acuta e respiratoria. Se ci si trova nell'area di Wuhan, usare una mascherina e, come ricorda il Ministero della Salute, evitare viaggi in quelle zone della Cina, se non necessari. Per il centro di controllo per le malattie infettive europee, il rischio d'importazione in Italia è molto limitato.

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