Virus Cina, Xi: "L'epidemia accelera ma la sconfiggeremo"

26 gen 2020

L'epidemia accelera e a definire grave la situazione in Cina è lo stesso presidente Xi Jinping, che non nasconde la sua preoccupazione, pur assicurando che il Paese è in grado di vincere questa battaglia. Nella regione i controlli sono ormai a tappeto, le autorità di Pechino hanno allargato il cordone sanitario della quarantena a 56 milioni di persone in diverse città, a cominciare dal distretto di Hubei, la cui capitale Wuhan, epicentro della malattia, appare ormai una città deserta. Le auto non possono circolare, vige il divieto di non lasciare la propria casa o la città. Anche la circolazione dei mezzi pubblici è bloccata e ci sono controlli a scansione termica negli aeroporti nazionali, internazionali e nelle stazioni. Da lunedì inoltre, scatterà la sospensione dei tour organizzati all'estero, mentre il blocco per i tour interni è già in vigore. Per fare il punto della crisi, il presidente Xi Jinping ha riunito un comitato d'emergenza dei vertici del Governo, chiedendo che vengano moltiplicati gli sforzi. A Wuhan le strutture sanitarie sono ormai vicina al collasso, tanto che proseguono senza sosta i lavori per realizzare un ospedale ex novo, mentre la costruzione di un secondo ospedale con più posti letto, è stata annunciata dalle autorità. In città sono inoltre arrivati 450 medici militari per dare una mano al personale locale. Intanto l'epidemia si espande. Dalla Cina continentale, il virus è arrivato anche a Taiwan e Hong Kong. Ma oltre che in Asia, il morbo ha raggiunto anche gli Stati Uniti, l'Australia e l'Europa, con al momento alcuni casi registrati in Francia. A Bruxelles la commissaria alla salute, ha convocato per lunedì una riunione del comitato per la sicurezza sanitaria dell'Unione Europea.

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