Virus, paura per innalzamento contagi: l'Europa si chiude

01 nov 2020

Tra lock down, restrizioni, chiusure di attività non essenziali e coprifuoco l'Europa, ma più in generale tutti, sono alle prese con il coronavirus e se in Italia ancora si discute altrove le misure intraprese sono diverse e non sempre vincenti. In Francia si può uscire solo per andare a lavorare, se non è possibile farlo da casa, per acquistare beni di prima necessità, per assistenza medica o per fare esercizio un'ora al giorno, tutti i negozi non essenziali, ristoranti e bar sono chiusi, salvo l'asporto, ma le scuole e gli asili nido restano aperti. Vietati i contatti sociali e ci si prepara anche a limitare la vendita nei supermercati i soli prodotti di prima necessità, decisione che ovviamente getta nel panico. In Germania chiudono cinema, teatri, palestre, piscine, oltre a ristoranti e bar, anche qui l'eccezione per il cibo da asporto, contatti sociali limitati a due nuclei familiari con un massimo di 10 persone, pernottamenti in hotel per motivi di svago vietati e tutti i viaggi non essenziali, fortemente scoraggiati scuole e asili restano aperti. Nelle ultime 24 ore, infatti, sono stati registrati 14177 nuovi casi. La Polonia per 5 giorni consecutivi ha innalzato il numero dei suoi casi, arrivando a superare quota 21000. Poi la gran Bretagna, dove Boris Johnson si è dovuto arrendere alla velocità del virus che ha provocato oltre un milione di contagi ed ha ripristinato il lock down in tutta l'Inghilterra, Austria e Grecia hanno fatto lo stesso, allungando la lista dei paesi tornati alla rigida stretta e ai contatti sociali già adottata in primavera. In Russia poi oltre 18000 casi nelle ultime ore e obbligo di isolamento per gli over 65 nella capitale. Ma una buona notizia c'è e arriva da molto lontano, dall'Australia, dove non si è registrato nessun contagio da coronavirus nelle ultime 24 ore per la prima volta in 5 mesi. Lo ha scritto su Twitter il ministro della salute, Greg Hunt.

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