Volkov: Putin è un terrorista internazionale

15 dic 2021

"Signor Volkov, cosa devono capire gli europei su Putin e la Russia che secondo lei ancora non hanno capito?" "Secondo me molti devono ancora capire che Putin in realtà non è un leader mondiale ma un terrorista internazionale. Ha i suoi sicari che seguono e uccidono i suoi nemici politici. Seconda cosa, ancora più importante, Putin non è la Russia. Putin e la Russia sono due entità diverse e ora è ufficiale, dopo che hanno perso l'ultima elezione a settembre, due terzi degli elettori erano contro il partito di Putin". "E quindi che cosa può fare l'Europa per aiutare la democrazia in Russia?" "Noi siamo convinti che serva un cambiamento di approccio, finora provano atti di deterrenza con le minacce. Se fai qualcosa di male noi faremo qualcosa contro di te. Allora è diventato facile ricattarli. Putin dice invaderò l'Ucraina, a meno che non mi date delle concessioni, e poi l'Europa dice se tu invadi l'Ucraina noi ti puniremo ma il ricatto è punibile e loro devono reagire già al ricatto, per questo noi chiediamo sanzioni gravi contro gli amici stretti di Putin. Sanzioni personali e misure attive per farlo soffrire, questo gli permetterà di trattare in maniera efficiente con lui. Bisogna creare una leva da tirare per fargli cambiare atteggiamento". "Lei dice Putin non è la Russia, allora parliamo della Russia, parliamo dei russi, cosa possono fare per rivoltare un po' la situazione? Lei è dovuto scappare dalla Russia perché sennò Putin la metteva in prigione, il signor Navalny è in prigione. State diventando più forti o più deboli?" "Entrambe le cose, stiamo diventando entrambe le cose, da un lato c'è stata una stretta contro l'opposizione, l'espressione pubblica del dissenso non è più possibile in Russia, non ci sono marce, proteste, è troppo pericoloso, anche ricondividere i nostri video on-line è pericoloso in Russia. Dall'altro lato vediamo che il dissenso cresce. Putin sta nascondendo lo sporco sotto il tappeto, quindi il livello di dissenso è più alto che mai e la società civile è più forte che mai, ci sono proteste e progetti orizzontali, attivismo, organizzazioni dal basso e poi c'è un cambiamento generazionale, ci sono due russie, quella della televisione e quella dell'internet, quella che segue la propaganda di Putin, una minoranza adesso, e la maggioranza che capisce che le cose sono diverse. La maggioranza deve capire di essere la maggioranza e poi arriverà il cambiamento". "E lei pensa che un cambio di regime possa essere fatto senza violenza, senza una rivoluzione vera e propria?" "Noi abbiamo lavorato per 10 anni per ottenere un cambiamento attraverso le istituzioni democratiche. Ci siamo candidati in tutte le elezioni possibili, facevamo campagne e marce pacifiche, il nostro movimento è non violento. L'ultima volta che Navalny ha potuto candidarsi per il sindaco di Mosca nel 2013, ha ottenuto il 35% dei voti. Ma cosa è successo dopo? Non è stato più autorizzato a candidarsi. Putin uccide tutte le possibilità di proteste pacifiche e questo porta il paese a vedere più violenza. Noi facciamo di tutto per evitarla ma il cambiamento deve arrivare". "Parlando francamente, queste cerimonie in Europa, questo premio Sakharov dato a Navalny dal Parlamento Europeo, colpiscono Putin in qualche modo?" "Si, un riconoscimento internazionale di Navalny personale, un nemico personale di Putin e un prigioniero politico, è un attacco per Putin. È importante anche perché è un riconoscimento da parte di tutti gli europei, lo assegna il Parlamento Europeo, ha ufficiali eletti che rappresentano 400 milioni di europei. Il significato simbolico non va sottovalutato". "Lei è in contatto con Navalny, riesce a comunicare con lui?" "Si, ci sentiamo direttamente attraverso i nostri legali" "Grazie mille".

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