Xi Jinping: stop costruzione centrali a carbone all'estero

22 set 2021

La Cina non costruirà più centrali a carbone all'estero e rinnova il suo impegno a raggiungere il target delle zero emissioni entro il 2060, forse anche prima. È il solenne impegno che il leader cinese Xi Jinping, intervenuto on-line all'ultimo momento, con un discorso preregistrato alla 76esima Assemblea Generale dell'ONU, ha assunto di fronte alla comunità internazionale, poche ore dopo l'intervento del Presidente USA Joe Biden e condividendone i toni moderati e costruttivi. Nessuna intenzione di riaprire la stagione della guerra fredda, aveva detto Biden. La Cina ribadisce il suo impegno a ricercare sempre una soluzione basata sul dialogo, la cooperazione di rispetto reciproco, gli ha fatto eco il leader cinese, aggiungendo che il successo di un Paese, non comporta automaticamente la sconfitta o il declino di un altro. Il mondo è abbastanza grande per ospitare tutti e ha bisogno dell'impegno di tutti, per progredire e prosperare, ha detto Xi, non risparmiando una frecciata alla vicenda dell'Afghanistan: recenti eventi hanno dimostrato ancora una volta che gli interventi militari e l'imposizione dall'alto della cosiddetta democrazia, creano più danni che vantaggi. L'appello del Segretario Generale dell'ONU, António Guterres, lanciato nel corso di una recente intervista e ribadito nel discorso di apertura dei lavori dell'Assemblea Generale, sembra essere stato dunque raccolto. Il mondo ha bisogno di pace e stabilità, aveva detto Guterres, invitando Pechino e Washington ad abbassare i toni del confronto e rilanciare il dialogo costruttivo. Obiettivo che quantomeno sul tema dell'ambiente, anche in vista del prossimo G20 e soprattutto della Conferenza sul Clima COP26 di Glasgow in Scozia, sembra essere raggiunto a fronte dell'impegno di Biden, di raddoppiare i finanziamenti per lo sviluppo delle energie alternative, dagli attuali 54 miliardi a oltre 100 miliardi di dollari, la Cina si impegna a bloccare la costruzione di nuove centrali a carbone, ma solo all'estero per ora. Una decisione che porterà importanti conseguenze nei Paesi della Belt and Road, la nuova Via della Seta, ma che per ora non riguarda la Cina, dove il carbone con circa il 58% del totale, rappresenta ancora la principale fonte energetica.

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