Il sistema bancario è solido, i depositi sono al sicuro. Il Segretario al Tesoro Yellen spinge il bottone antipanico e in audizione al Senato spiega l'intervento di Washington nella repentina crisi delle piccole banche, Silicon Valley e Signature che dalla California a New York hanno fatto temere un nuovo 2008. Nessuna nazionalizzazione ma il Governo doveva fermare il contagio, dice, perché gli istituti non potevano più soddisfare le richieste di prelievo. Insomma la diffusione della sfiducia rischiava di innescare la più classica delle profezie che si autoavvera per questo, a copertura dei conti, è intervenuta coi soldi di tutte le banche l'Agenzia Federale di Garanzia. Sarà invece una cordata dei più importanti nomi del credito, da J.P. Morgan a Citi, da Morgan Stanley a Bank of America, a intervenire su First Republic, la banca di San Francisco ma diffusa in 11 stati che in una settimana aveva perso il 70% del valore. Col coordinamento del Governo, per salvarla, raccoglieranno 30 miliardi. Wall Street ha immediatamente invertito la tendenza e recuperato parte degli ultimi crolli ma il problema economico numero uno, ha ricordato la signora Yellen, è l'alta e persistente inflazione. A New York secondo una recente simulazione uno stipendio annuale netto da centomila dollari equivale a causa del costo della vita ad appena 36mila, per affrontare questo nodo, ha detto il Segretario al Tesoro, la Fed è cruciale, Jerome Powell suo successore alla guida della Banca centrale degli Stati Uniti non potrà non tenerne conto la settimana prossima quando deciderà se, per cercare di fermarla, potrà alzare ancora i tassi, con il rischio di aggravare però le crisi bancarie.























