Youtube sospende account No-Vax

29 set 2021

Silicon Valley arriva in soccorso alla Casa Bianca. La cavalleria digitale è YouTube, l'immenso video archivio di internet che è il secondo sito web più visitato al mondo, dopo Google che ne è proprietario e che ha deciso di bandire dalla propria piattaforma gli account che fanno disinformazione su temi di salute pubblica. Tra le prime vittime c'è un fervente attivista anti-vaccini dal nome illustre: Robert Francis Kennedy Jr, figlio del senatore assassinato nel '68. YouTube cancellerà quindi tutti i video nei quali si sostiene che i vaccini, non solo quelli contro il Covid, non servono a ridurre i contagi o peggio causano malattie o addirittura contengono fantomatici dispositivi di controllo. Da grandi poteri derivano grandi responsabilità e da tempo insieme a Facebook e Twitter, YouTube aveva adottato una politica di contrasto alla disinformazione, prima politica poi sanitaria. Ma con alterne fortune, tanto che il Presidente degli Stati Uniti aveva additato i giganti dei social media come corresponsabili del clima di scetticismo che rallentava la campagna di immunizzazione contro il Covid, la quale ancora langue. Ad oggi meno del 56% della popolazione americana ha completato il ciclo di due iniezioni. Vaccinare tutti il più possibile con le buone o le cattive è la missione della Casa Bianca che aveva cominciato gli appelli razionali, poi era passata gli incentivi e alla fine ha adottato le maniere forti. Mentre da una parte non ha mai istituito un vero e proprio obbligo vaccinale generalizzato, dall'altra ha imposto l'immunizzazione a tutti i dipendenti federali con accezione ampia, quindi 100 milioni di persone, invitando le aziende private a fare altrettanto. Così per tornare al business as usual, Corporate America ha cominciato a richiedere la vaccinazione agli impiegati che volevano rientrare in ufficio, fino ad arrivare a sanzionare chi rifiuta. È il caso di United Airlines che ha appena avviato le procedure di licenziamento per quasi 600 dipendenti, l'1% della sua forza lavoro che non si sono ancora immunizzati, o della NBA, l'associazione del basket professionistico, che tratterrà parte dello stipendio ai giocatori che dovranno saltare le partite negli Stati dove vige l'obbligo vaccinale perché non hanno ricevuto l'iniezione. La prospettiva di perdere il posto è invece un incentivo molto più convincente, nel giro di poche ore dalla scadenza dell'obbligo deciso dallo Stato di New York per il suo personale medico, si sono vaccinati quasi tutti quelli che non lo avevano fatto, entro venerdì tocca a quel 10% dei lavoratori della scuola pubblica che ad oggi manca all'appello.

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