Zaki libero: ringrazio gli italiani e la mia università

11 dic 2021

Voglio dire grazie a tutti gli italiani che mi hanno sostenuto negli ultimi due anni. La mia città Bologna, cuore rosso e cuore blu, mattina di libertà. Il profilo deve essere tenuto basso, le parole dosate e soppesate. Nulla delle inclinare questa fragile e preziosa libertà. Patrick Zaky lo sa, dal giorno della sua liberazione mercoledì 8 dicembre, dice lo stretto necessario. Nulla deve essere scritto o detto che possa mettere a rischio la sua libertà riconquistata dopo 22 mesi di calvario in prigione. L'iter giudiziario continua, le accuse ci sono ancora e il primo febbraio 2022 inizia il processo. Diffusione di notizie false dannose per lo stato, associazione terroristica. Questo gli contesta la procura egiziana, quindi fino a febbraio non si possono fare passi falsi. Il lavoro diplomatico certosino continua e si nutre di silenzio. Attenzione scrupolosa ai profili social, proprio 10 post infatti apparsi su un suo profilo fake sono costati a Patrick la sua Via Crucis. Il secondo tweet della giornata è questo. Alla mia università, che mi ha fatto sentire amato e sostenuto in tutto. Vi devo molto e sono per sempre orgoglioso di essere uno dell'Università di Bologna. Non vedo l'ora di tornare. Dopo la liberazione le prime parole tweettate da Zaki, sia in italiano che in arabo, sono state libertà libertà libertà. Su Facebook invece il primo post è per ringraziare la sua fidanzata che gli è sempre accanto. Mi ha sempre sorpreso con il suo infinito amore, sostegno e incoraggiamento. Mai lasciato solo Zaki da famiglia, amici, attivisti, università e Governo italiano fin dal suo arresto, avvenuto Al Cairo appena rientrato dall'Italia, il 7 febbraio 2020. Poi l'interrogatorio, le torture subite, maltrattamenti, una detenzione durissima, la custodia cautelare rinviata di 6 mesi in sei mesi da settembre quando iniziarono le udienze. Uno stillicidio che sembrava senza fine, poi la decisione di scarcerarlo. Pensavo fosse uno scherzo, poi ho visto il cielo e ho capito che ero libero. Ma non ancora dichiarato innocente.

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