Alla Camera ultimo voto su taglio parlamentari

La prossima settimana la Camera, scriverà l'ultima pagina della riforma che riduce il numero di deputati e senatori, con il voto definitivo, il quarto, salvo referendum confermativo. Ma nei mesi futuri altri capitoli di altre riforme dovranno essere scritti, comporranno quel sistema di contrappesi che il centrosinistra invoca per completare l'intervento fortemente voluto dal Movimento 5 Stelle. Da qui la richiesta di un vertice di maggioranza, avanzata da Pd e Leu, finora contraria al taglio, per ottenere dagli alleati un impegno concreto a garanzia del pluralismo e della rappresentatività dei territori, col Movimento che si dice consapevole della necessità di adeguare le Istituzioni. Perché il restringimento dei banchi del Parlamento, 345 eletti in meno, avrà conseguenze non solo sulle casse pubbliche: un miliardo di euro risparmiato in 10 anni il conto fatto da Di Maio, ma anche su procedure costituzionali, come l'elezione del Presidente della Repubblica che coinvolge 58 delegati regionali. Secondo alcuni troppi, dopo la riforma. C'è chi vuole equiparare, abbassandoli, i requisiti di età per l'elettorato attivo e passivo. E poi c'è il grande tema della legge elettorale, a partire dalla necessità di ridisegnare i collegi. Il confronto in Parlamento su un possibile ritorno ad un modello proporzionale è ancora in alto mare. “Combatterò contro qualsiasi ipotesi di proporzionale puro”, fa sapere il Segretario Pd Nicola Zingaretti. La Lega si è già mossa con la richiesta di referendum per eliminare la quota proporzionale dal Rosatellum.


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