Atreju, Conte ospite. Pochi fischi. Lui annuncia: stop a Iva

C'è rispetto, ma non feeling. Non potrebbe essere altrimenti per Giuseppe Conte, alla festa di Atreju, dove Giorgia Meloni lo ha invitato. Accolto senza applausi, qualche mugugno e rarissimi fischi subito stoppati. E se la folla chiede il voto, Conte chiede il tempo per portare a casa un progetto riformatore che ha bisogno, dice, di un periodo di non meno di due anni. Il primo vero passo sarà la manovra. Novità, Conte bollina come praticabile l'idea del ministro dell'istruzione Fioramonti di tassare merendine, bevande gasate e biglietti aerei per trovare quei tre miliardi necessari ad aumentare gli stipendi degli insegnanti. Anche se il primo obiettivo è evitare l'aumento dell'IVA. È chiaro che il vero ostacolo è quindi il vero risultato sarà il contenimento dell'incremento dell'IVA perché sono 23 miliardi. Quindi da questo punto di vista, potremo solo dare dei primi significativi assaggi di quello che il progetto politico, la proposta politica, io ho preteso che ci siano già asili nido gratis per le famiglie con redditi medi e bassi. Qui, poco prima di lui Salvini ha fatto il pieno di applausi. Per Conte si respira freddezza ma la puntura di spillo nei confronti dell'ex alleato è netta. La Lega è isolata, dice Conte in Italia e in Europa. Oggi pomeriggio viene Orban, chiedete a lui perché non ha seguito. Salvini, chiedete a Kaczynski in Polonia perché non hanno seguito Salvini con le alleanze. Loro sono rimasti il Ppe vogliono rimanere Ppe. Quindi la Lega si è ritrovata completamente isolata ed era questa l'intuizione che anticipavo perché con Alternative für Deutschland ed altre forze in questo momento nel panorama sono ancora più a destra di alcuni paesi cosiddetti governi di Visegrad. Il Presidente del Consiglio di fronte alla platea di Fratelli d'Italia ribadisce che sull'immigrazione non darà tregua a Macron. Annuncia una svolta sul tema della redistribuzione dei migranti, auspicando un meccanismo automatico di cui si parlerà il 23 Settembre a Malta con Francia e Germania. Parlando di riforme istituzionali, il Presidente del Consiglio apre ad un rafforzamento dei poteri del premier in un quadro però di garanzia ed equilibri complessivi.


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