Codice rosso: approvato alla Camera passa ora in Senato

L’incoraggiante compattezza trasversale con cui la Camera ha approvato il Codice rosso con norme più stringenti sulla violenza contro le donne, i bambini, quella di genere e commessa in ambito domestico, lascia subito lo spazio allo scontro interno alla maggioranza sulla castrazione chimica per pedofili e stupratori. La Lega la vorrebbe, i 5 Stelle la stroncano. Cosi quando Fratelli d'Italia ha presentato un ordine del giorno per subordinare alla castrazione chimica la concessione della sospensione condizionale della pena per i reati sessuali, il Movimento l’ha bocciato insieme a Forza Italia e PD. La Lega allora ha fatto filtrare il suo dispiacere e sconcerto, ma i 5 Stelle hanno tagliato corto. “Non è nel contratto di Governo e se si è trattato di verificare una maggioranza alternativa, il tentativo è fallito”. Comunque è già pronto un disegno di legge specifico del Carroccio, che non rinuncia alla sua linea. Il Codice rosso con le norme contro il revenge porn, appoggiate dalle parlamentari di ogni colore e con l'emendamento di Mara Carfagna sui matrimoni forzati e gli orfani di femminicidio, approvato pur essendo di opposizione, passa ora in Senato dopo l'approvazione della Camera con una maggioranza schiacciante e nessun voto contrario. È un giudizio sicuramente positivo. Forza Italia ha contribuito a rafforzare, ad aprire questo provvedimento ad altre fattispecie di reato. Siamo contenti che la maggioranza abbia accolto nostre proposte. Il Codice rosso impone ai pubblici ministeri di ascoltare le donne entro tre giorni. Questo consentirà di venire incontro alle donne, di emettere provvedimenti immediati, di salvare vite. Quindi credo che sia uno di quei provvedimenti che può veramente cambiare tanto.


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