Consulta, ammessi i quesiti su voucher e appalti

Via libera della Corte costituzionale ai quesiti sull’abolizione dei voucher e sulla reintroduzione della responsabilità piena tra appaltante e appaltatore. Voucher, parola magica: i buoni lavoro da 10 euro lordi nati per pagare le prestazioni di lavoro realmente occasionale, senza contratto, ma che nel corso del tempo sono stati ampliati e alzati fino a coprire le 7.000 euro di tetto massimo di reddito ricavabile per un lavoratore. Il Governo è già intervenuto per limitare i possibili abusi rendendoli tracciabili, ma per la CGIL non basta. Il Ministro del lavoro Giuliano Poletti è pronto a intervenire ancora, per ricondurre – spiega – i voucher alla funzione per la quale erano stati disegnati: dare copertura previdenziale e assicurativa alle attività occasionali, portandole fuori dal lavoro nero. Se l’Esecutivo lo farà con una nuova norma, il referendum potrebbe cadere. L’altro quesito considerato ammissibile dalla Consulta riguarda gli appalti. Abrogando parte della legge Biagi, si chiede di reintrodurre la piena responsabilità in solido tra appaltatore e appaltante, in caso, ad esempio, di irregolarità retributive o contributive nei confronti dei lavoratori. Traducendo, anche la società che affida i lavori ad altre imprese è responsabile e dunque viene chiamata a rispondere delle eventuali violazioni contrattuali commesse da chi ha ottenuto il subappalto.


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