Conte su Libia: rischio crisi umanitaria e ondata migratoria

“Sulla Libia il Governo italiano deve parlare con una sola voce”. Giuseppe Conte ha istituito un Gabinetto di crisi proprio per analizzare costantemente l'evolversi della situazione in Libia. “È necessario stabilire una linea comune, rafforzando il lavoro delle diplomazie”. Nelle prossime ore il Vice premier del Qatar, Al Thani, sarà a Roma, incontrerà il Premier Conte. In via di pianificazione i colloqui con il Ministro Moavero Milanesi e con Matteo Salvini. Il Qatar sostiene il Governo di Al Sarraj e la visita di Al Thani si inserisce nell'azione diplomatica avviata dal Governo italiano per scongiurare la soluzione militare in Libia. Conte ribadisce l'impegno dell'esecutivo. Avete saputo di questo Gabinetto di crisi che continuerà costantemente a riunirsi perché ovviamente c'è il serio rischio, concreto rischio di una crisi umanitaria che vogliamo scongiurare. L'Italia sarebbe senza dubbio il Paese più esposto rispetto a un'eventuale crisi umanitaria. La gestione dei flussi migratori sarebbe un problema di non facile soluzione e la politica dei porti chiusi potrebbe scontrarsi con una situazione difficile da gestire. Il Premier cerca una linea comune con Europa e Stati Uniti. Posizione condivisa da Matteo Salvini, che ribadisce la necessità di collaborare per un obiettivo comune. “Stiamo lavorando affinché in Libia le cose non peggiorino – afferma - speriamo che tutti i Paesi occidentali facciano lo stesso e non ci sia qualcuno che, come in passato, giochi alla guerra per interessi economici”. E poi l'attacco esplicito all'Eliseo. “In passato la Francia lo fece e speriamo che non stia ripetendo lo stesso scherzetto perché poi ne pagano le conseguenze tutti”. Anche sul fronte libico Palazzo Chigi mantiene aperti due canali. Oltre ai contatti con Al Sarraj sempre attivi, Conte avrebbe ricevuto anche una lettera dal Generale Haftar, che avrebbe chiesto un intervento militare italiano. Ma il Premier non ha dubbi: “È necessario lavorare con tutti gli esponenti della comunità internazionale per non consentire che le divisioni sul territorio libico, tra gli attori libici, si possano riprodurre e amplificare”. Nessuna azione militare dunque, è necessario avviare un serio processo di pacificazione. Il Gabinetto rimarrà attivo fino a quando la crisi non sarà rientrata. Continui i contatti dello staff diplomatico di Palazzo Chigi con gli Stati Uniti, la Francia e i principali attori internazionali.


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